Ride

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Seduta su una poltrona antica attende. Guarda intorno a sé quasi temendo di finire col guardare dentro di sé. Guarda la poltrona, bella, tessuto rosso fuoco che copre il legno di base. Periodo? ‘800 forse. Guarda fuori. Nevica. Che bella la neve, quei soffici fiocchi che rendono tutti così felici. Ha voglia di uscire, toccare la neve e ridere anche lei. Non lo farà.
Perché non lo fai? Si chiese. Che domanda sciocca. Sta aspettando un messaggio, IL messaggio. È triste e dopotutto sa già che non sarà un bel messaggio, ma aspetta lo stesso. Non vuole uscire perché vuole leggere il messaggio non appena le arriva. Questo è sottile masochismo! Se ne rende conto e abbozza un sorriso.
Il camino scoppietta. Guarda il fuoco, è molto rilassante. Una fiamma, poi l’altra. Quanta forza, quanta eleganza!
Vuoto. Ecco cosa sente nel suo cuore. Sa che questa vuoto durerà solo per poco, tuttavia non riesce a evitare che un enorme macigno la trascini in questo oblio. Rimpianti? Sì, ne ha tanti. Pensieri, soluzioni a problemi, parole le spuntano sulle labbra … È tardi ormai. La consapevolezza di ciò la demoralizza. Passerà, basta aspettare un po’ si dice senza neanche più sperare di riuscire a convincersi. Potevo risolverla in un modo diverso, potevo dirgli un’altra cosa, continua a ripetersi e i rimpianti diventano sempre di più. Dolore. Si contrae. Si trattiene dal piangere. Lo stomaco le si rivolta nella pancia. Tristezza, angoscia, delusione, rabbia, senso di impotenza. È troppo per lei, troppe emozioni che rappresentano troppe sconfitte.
Si guarda un po’ intorno e vede l’albero, ora è acceso. È molto bello il clima natalizio. Aveva fatto l’albero due settimane prima. Lo aveva addobbato e decorato con cura, ci teneva a quell’albero.
Finì poi con il pensare all’attesa. È snervante, ma da anche un senso di sicurezza e di mezza felicità. Lei fino a che non arriverà quel messaggio continuerà a sperare, ma, da un lato, non vede l’ora che arrivi, per mettersi il cuore in pace, per conoscere la verità.
Arriva.
Ha paura.
Riflette un po’ sulla possibilità di rimanere in quella dimensione di quiete, di evitare i problemi. Poi si decide e lo legge. Pessime notizie, d’altronde lei se lo aspettava. Sospira. Guarda fuori. Due bambini stanno correndo in mezzo al prato. Incredibile la capacità dei bambini di riportare almeno un abbozzo di sorriso sul viso di tutti.
Apre la porta. L’aria gelida le entra nei polmoni, le riga il viso, la sveglia. Davanti a se vede sette sagome: erano i suoi amici, quattro femmine e tre maschi. La guardano. Loro sanno tutto. Le sorridono. Poi una palla di neve le piomba in testa e un po’ di neve le entra nella bocca. Improvvisamente sorride. Si mette a correre, non sa il perché, ma corre, in quel prato coperto dalla neve, corre verso i suoi amici. Inciampa. Affonda il viso nella neve. Si alza e senza accorgersene ride, ride e non riesce a fermarsi. Scatta una battaglia a palle di neve. Tutti stanno ridendo. Il messaggio perde tutta la sua importanza. Si accorge che non è così grave come stava pensando. Incredibile come quell’atmosfera riesca a farle dimenticare tutto. Sa che la maggior parte del merito va attribuito ai suoi amici e sa che non li dimenticherà mai, come non scorderà mai momenti come quelli. Ecco che quel vuoto nel suo cuore piano piano si riempie. Aveva pensato che quello strazio sarebbe durato per sempre. Si era sottovalutata, aveva sottovalutato la sua forza e poi aveva commesso un errore madornale. Aveva pensato di essere sola.
Smette improvvisamente di pensare, si gode solo il momento. Ride.

Aimar Domiziana (2B)