Grande avventura alle Olimpiadi di Italiano

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La premiazioneL’anno scorso, nella mia vecchia scuola, ho partecipato alle Olimpiadi di Italiano: gare di grammatica. Fatta la prima prova, con sorpresa ho scoperto di essermi qualificata per la finale che si sarebbe tenuta a Firenze. Se pensate che sia stata felice della notizia, sbagliate. La mia reazione è stata: “Come?! Io che non sono così brillante in italiano in finale?”. Ebbene sì! Non rimaneva che andarci, e poi era pur sempre un modo legittimo per saltare qualche giorno di scuola. Oltre a incontrare altri ragazzi (secchioni), provenienti da tutta Italia e da diverse parti del mondo, ho potuto visitare una città meravigliosa. La prova era difficile: composta da tutti gli esercizi più difficili di grammatica. C’era di tutto: connettivi, preposizioni, complementi, proposizioni, lessico, e verbi. Pensavo di non riuscire a cavarmela e invece … ho vinto. Primo posto nella categoria biennio delle scuole italiane dell’estero. Mia madre e la mia preside erano felicissime, io d’altro canto pensavo: “ma com’è possibile?!?!” Il premio da ritirare non era niente male: un soggiorno di una settimana a Firenze e cerimonia ufficiale all’Accademia della Crusca (che tradotto voleva anche dire: una settimana di vacanza dalla scuola). Sono partita venerdì 17 ottobre con la prof.ssa Gavinelli. Prima tappa, Roma. Dovevo prendere parte ad una trasmissione radiofonica su RaiRadio3. Ero nervosissima, speravo che la stazione fosse una di quelle che nessuno ascolta. Non solo si trattava di una radio nazionale, ma era tutto predisposto pure per la diretta televisiva in streaming! Attorno a me linguisti e politici, gente vip tutta con le rughe e ben vestita. Ho parlato per 10 minuti con le mani sudate, ero molto emozionata ma facevo di tutto per sembrare calma. Il giorno dopo siamo partite per Firenze. Siamo arrivate alle 19.00, abbiamo cenato in una trattoria e alle 22.00 siamo entrate all’Accademia della Crusca, un palazzo cinquecentesco bellissimo di giorno, inquietante di notte. Eravamo ospiti nella foresteria, cioè in mansarda; solo noi e i fantasmi della Crusca. Fuori c’era un giardino davvero spettacolare, peccato non fosse illuminato di notte. Il programma del soggiorno fiorentino è stato molto intenso: ho visitato un liceo di scienze umane, siamo andate in giro, abbiamo visitato tantissimi monumenti, chiese, e ho partecipato a una manifestazione della lingua. In quest’ultimo evento mi hanno detto di tenere un discorso di 5 minuti (che per me sono pari a un’ora). C’era tantissima gente importante: ministri, politici, linguisti, e persone che avevano cariche mai sentite prima. Praticamente tutti hanno parlato, ma molti discorsi erano un po’ troppo ripetitivi. Dopo mezz’ora, però, è toccato a me; tremavo e sudavo come un maiale, cercando di ricordare tutti i punti del discorso che avevo preparato per l’occasione. Sono salita sul palco e il “presentatore” mi ha fatto una domanda del tipo: “Come può descrivere il suo impatto con l’italiano?”. Gli avrei lanciato qualcosa in testa: dovevo fare un discorso e mi sono ritrovata a dover rispondere a domande inaspettate. Ho detto la prima cavolata che mi è venuta in mente. Dicono che sono stata brava, ma tutt’ora non ci credo. Sono tornata il 24 ottobre, un po’ triste perché mi piaceva molto la ‘vita da turista’ e anche i dolci fiorentini. Da questo viaggio ho capito l’importanza d’imparare una nuova lingua: si scopre un nuovo mondo, una nuova cultura, nuove persone. Ho capito una volta di più quale sia la bellezza dell’italiano e degli italiani in generale.

Kilali David-West (2B)

LE FOTO DELLA PREMIAZIONE – FIRENZE, PALAZZO VECCHIO, SALONE DEI CINQUECENTO

IL VIDEO STREAMING DELLA TRASMISSIONE DI RADIO3 – ROMA 17/10/2014