Elezioni in Svezia: cambiamenti e preoccupazioni

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Elezioni svedesi. Ovunque si vedono manifesti dove i politici sfoggiano il loro miglior sorriso (rassicurante, pieno di promesse …). Tutte le persone ormai non parlano d’altro. Programmi politici su tutti i canali televisivi, incontri con i politici in tutte le città e in tutte le scuole.
Si sente aria di cambiamento, benché sotto la guida del centrodestra la Svezia avesse superato la Danimarca come Paese dell’UE con il più alto tasso di occupazione, pari al 79,4% delle persone comprese fra i 20 e i 64 anni di età, ora gli svedesi vogliono cambiare strada e riconquistare quello stato sociale perduto negli ultimi anni a causa dei tagli: al sistema scolastico, sanitario e all’assistenza sociale.
Si cerca di sensibilizzare anche i ragazzi: in tutte le “high school” il 9 di settembre sono stati organizzati incontri con le autorità politiche ed elezioni fittizie.
Tuttavia c’è una paura di sottofondo (che dopo il calcolo di queste finte elezioni fatte nelle scuole si è fatta sempre più vera): il partito neonazista si sta facendo strada e sta ottenendo sempre più seguaci, soprattutto tra i giovani. Secondo le previsioni potrebbero conquistare il 10% diventando la terza forza politica del Paese e creando scompiglio tra i due blocchi tradizionali che, infatti, non otterrebbero la maggioranza assoluta in Parlamento.
Si va a votare e purtroppo questo timore si fa reale quando viene pubblicato il risultato delle elezioni, che non si è molto distaccato da quelle che erano le previsioni.
A vincere queste elezioni sono stati i SocialDemokrat (centro-sinistra), guidati dal sindacalista socialdemocratico Stefan Loefven, che dopo otto anni tornano a capo del governo. Non avendo, però, ottenuto una percentuale superiore al 50% (infatti hanno ottenuto solo il 31,2% delle preferenze) non possono guidare da soli il paese e devono cercare di creare una nuova coalizione, con quale partito ancora non si sa.
Il centro-destra, arriva per poco al di sotto del centro-sinistra con il partito dei Moderterna (23,2%), seguiti da Folkpartiet.
Un capitolo a parte è quello degli “SD” (SverigeDemokraterna). Questo è il partito, da tempo contestato, anti-euro, anti-immigrati, anti- tutto svedese. Quattro anni fa riuscirono ad ottenere poco più del 5% e in molti pensarono che si trattasse solo di una “meteora politica”, ma si sbagliavano. Infatti questo partito, guidato da Jimmie Åkesson, ha ottenuto, al netto del voto delle città, il 12,9% delle preferenze, un dato piuttosto inquietante. Qualcosa come 780mila preferenze in un paese come la Svezia sono moltissime.
I cittadini svedesi sono molto allarmati dalla percentuale guadagnata da questo partito e anche molto preoccupati perché con queste percentuali è molto difficile governare. Per ora a loro non resta altro che aspettare.

Domiziana Aimar (4B) – corrispondente dalla Svezia