Una tesi sull’amore

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Una tesi sull'amore

Una tesi sull'amore

L’amore. Argomento trattato in ogni sorta di testi, poesie, liriche, sculture, dipinti. L’arte ha da sempre esaltato quello che è, forse ragionevolmente, ritenuto il più assoluto dei sentimenti. Chi ama perde la concezione del mondo perché l’unico scopo delle giornate, della vita intera, in certi casi, diventa la felicità. Non propria, sia chiaro…perché amare significa concedere parte di sé stessi all’altro.
Vi sono tuttavia molte teorie riguardo all’innamoramento, lasso di tempo che viene definito tale perché prevede lo sviluppo di quello che poi si trasformerà, in alcuni casi, nel vero e proprio sentimento.
Per cominciare, come nasce l’amore? C’è chi sostiene che tutto possa partire anche solo da uno sguardo, da un gesto, dato che la cosiddetta anima gemella può essere riconosciuta tra altre mille.
Ma è realmente così? Se è vero che gli opposti si attraggono, la ricerca dell’amore è fin troppo semplice: basterebbe trovare un uomo, donna con un carattere diametralmente opposto al nostro per avere la certezza che si tratti dell’amore della nostra vita.
Ma il continuo confronto con un opposto che non sempre capisce, approva, le nostre scelte e decisioni, potrebbe semplicemente rivelarsi stressante e poco appagante per quelle persone che hanno spesso bisogno di continue conferme da qualcuno che non cerchi il dibattito.
Ma, in fondo, le persone che hanno bisogno di rassicurazione, sono coloro che mostrano al mondo una facciata sicura e, solitamente, si lasciano catturare da amanti profondamente calmi, dolci e pazienti. Ritorna quindi la teoria degli opposti, che vede le sue radici nella concezione di uomo come “palla”, definita da Platone.
Gli esseri umani, originariamente di forma rotonda, sono stati, secondo questa credenza, divisi dai fulmini di Zeus, rappresentante degli dei che, al colmo della gelosia, vollero punire gli uomini per l’eccessiva felicità di cui godevano, data dalla loro essere completi. La loro maledizione è quindi chiara: vagare per il mondo alla ricerca della parte mancante, della metà necessaria per ricomporre la sfera. È ovvio che nelle due parti fossero contenute emozioni, caratteristiche che nell’altra erano mancanti e la felicità poteva sopraggiungere solo quando esse si fossero riunite.
Altre teorie affermano invece che l’amore sopraggiunga al riconoscimento di proprie qualità nell’altro. Ogni favola, racconto, ha sempre cercato di smentire questo pensiero, facendo si che il principe si innamorasse della sguattera, che una principessa baciasse un rospo.
Analizzando più a fondo, tutti questi personaggi avevano in comune almeno una caratteristica…. È solo una nostra concezione fin troppo radicata quindi, che siano gli opposti ad attrarsi?
Personalmente, penso che sia necessario avere alcuni fattori comuni, in una coppia….ma ritengo che tutto questo sia dovuto allo stile di vita attuale che ha previsto una crescita eccessiva delle aspettative che abbiamo sull’amore. Cerchiamo troppo in fretta qualcosa di perfetto che, invece, non esiste.
L’arte di amare consiste anche in questo, probabilmente….cercare di attenuare i propri difetti al fine di ottenere un bene maggiore: la duratura felicità di coppia data dalla rispettiva accettazione, senza niente togliere all’amore passionale.

Eleonora Rossi (2B)