“Sette spose per sette fratelli” dei Compañeros

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Anche quest’anno la compagnia teatrale dell’Umberto I, i Compañeros, non ha esitato a portare in scena il loro spettacolo. Quest’anno si tratta di “Sette spose per sette fratelli”, diretto da Fabio Buccoliero, Martina Chicco, Martina Pipino e Daniele Villari. L’intero cast si è messo in gioco, dalle new entry ai maturandi, e ha risposto a qualche domanda per noi. Buona lettura!

Di cosa parla 7×7?
Raffaella – Il nostro spettacolo parla di sette fratelli che abitano in una cascina e sono zitelli. Un giorno il fratello più grande di nome Adamo decide di scendere in paese per sposarsi. Adamo va in una locanda e vede questa giovane ragazza di nome Milly e se ne innamora immediatamente. Anche lei si innamora a prima vista, così decidono di sposarsi il giorno stesso. Adamo tralascia il piccolo “dettaglio” di avere sei fratelli, così quando porta Milly alla cascina lei non è molto contenta, poichè i fratelli sono molto rozzi. Milly decide di educare i giovani per far trovare loro una moglie e dopo aver insegnato loro i trucchi per conquistare una fanciulla, decide di portarli ad una festa in paese. Là Milly presenta i fratelli alle sue amiche e loro se ne innamorano subito. Sfortunatamente ci sono i pretendenti, che fanno di tutto per impedire che i fratelli conquistino le ragazze. Dopo un tentativo fallito nel conquistare le fanciulle, i fratelli decidono di rapirle. Se volete sapere come continua non vi resta che venire a vedere il nostro spettacolo.

Chi è il tuo personaggio? Hai qualche caratteristica che vi accomuna?
Novella – Dunque, considerando che è un maschilista cronico, non credo di essere troppo simile a lui. Nonostante però il suo essere molto rude e all’apparenza insensibile, sotto sotto Adamo si dimostra una persona dolce e capace di amare. Forse in questo gli assomiglio, e certamente condivido la poca propensione alla romanticheria. A parte la sua magnifica barbona scura, ha comunque molti lati del carattere da limare… Serviva proprio una come Milly per rimetterlo in riga!
Madalina – Il mio personaggio è Lisa, una donna molto ansiosa e fissata con l’igiene che entra in panico per un sassolino a contatto con la sua pelle. Direi che siamo entrambe isteriche ed ansiose, ma io, a differenza sua, non mi offrirei mai di pulire al posto di qualcun altro! Sono molto pigra da questo punto di vista!
Luisa – Il mio personaggio `Efraim, uno dei sette fratelli. Siamo entrambi saccenti e piuttosto insofferenti.

Quest’anno vi siete dati anche al canto. Vi è piaciuto unire il musical a 7×7?
Fabrizio – “7×7” è ispirato è tratto liberamente dall’omonimo film di Jane Powell e Howard Keel, che colpisce principalmente per le sue canzoni uniche e le coreografie pulite e semplici nella loro complessità. Rappresentare sul palcoscenico la vicenda senza almeno una canzone avrebbe tolto quel qualcosa, quella dinamicità che solo un musical di questo tipo avrebbe potuto dare. In genere, le canzoni in spettacoli di questo tipo sono mezzi per comunicare in maniera semplice, efficace e veloce situazioni non facili da rappresentare normalmente, coinvolgendo anche in modo dinamico il pubblico.
Certo, non è stato facile trovare attori disposti, oltre il resto, anche a cantare, dato che tra noi compañeros sono pochissimi quelli che hanno esperienza, ma con molta forza di volontà, esercizio e allegria, abbiamo fatto un buon lavoro dando quel tocco musicale in genere sempre apprezzato.
Ilaria – Ovviamente posso dare solo un giudizio personale. Da amante di musical quale sono, la scelta di un “7×7” con le due canzoni interpretate da me e da Fabrizio e il ballo è stata sicuramente positiva e appagante. In questo spettacolo ho potuto conciliare i miei due più grandi  interessi, il canto e la recitazione, e di certo devo ringraziare i registi per questa opportunità del tutto speciale per i Compañeros. Ed infine, devo anche congratularmi con Fabrizio e con tutti gli attori impegnati nel ballo: ottimo lavoro ragazzi!

Quando avete iniziato a provare lo spettacolo e con che frequenza?
Virginia – Abbiamo iniziato dopo lo spettacolo di Natale, che è stato circa una o due settimane prima delle vacanze natalizie. All’inizio ci vedevamo normalmente, ovvero una volta alla settimana, ma verso marzo abbiamo iniziato a provare anche il sabato.

In che modo avete conciliato le prove dello spettacolo alla preparazione per la maturità?
Ilaria – Devo ammettere che è stata dura partecipare a tutte le prove (soprattutto quelle di maggio, il sabato) in un clima come quello della maturità pieno di scadenze e di giorni passati chiusi in casa a studiare. Penso, però, di poter parlare anche a nome di Novella e Carlotta dicendo che partecipare alle prove ha permesso quello svago particolarmente inusuale in quinta liceo.  È stato un impegno che ci ha obbligato a svagarci, insomma.
Carlotta – In realtà è stato molto meno tragico di quanto si possa pensare. E’ stato comunque un impegno considerevole, visto che le prove erano ogni venerdì pomeriggio, ma in ogni caso il venerdì, per me, è sempre stato il giorno di riposo dallo studio. Per quanto riguarda le prove del sabato pomeriggio verso la fine del quarimestre…beh, quelle sì, a volte è stato difficile combinare tutto, ma ehi, rilassarsi due o tre ore fa decisamente bene, soprattutto in quinta.
Novella – Eh, conciliare le due cose è stato difficile. Ma soprattutto per il livello di stanchezza, più che per il tempo. Temevo che imparare tutte quelle battute sarebbe stato un incubo, e invece ci ho messo relativamente poco. Arrivare a fine settimana e provare tutto il pomeriggio, a volte anche il sabato, è stato faticoso. Più che altro nell’ultimo periodo, perché abbiamo una discreta dose di studio matto e disperatissimo da portare avanti. Per fortuna si crea sempre una così bella atmosfera che il piacere supera sempre di gran lunga lo stress. E meno male, direi. Distrarsi è sempre utile, specie alla fine dell’anno.

Per voi è il primo anno all’interno della compagnia; come vi siete trovate?
Elena S. – Il primo anno con i Compañeros è stato davvero bello. Ho trovato una grande famiglia capace di accogliermi con le braccia aperte e sempre pronta ad ascoltarmi.
Alice – Inizialmente, nonostante fossi entrata a far parte dei Compañeros insieme a dei miei compagni di classe, mi sentivo abbastanza a disagio. Soprattutto il primo giorno: i registi erano molto estroversi e questo mi ha creato un po’ di disturbo, ma poi, dopo aver conosciuto meglio il gruppo, mi sono sentita decisamente meglio. Sono felice di essere entrata nei Compañeros; sono delle persone fantastiche e mi sono trovata davvero bene!
Viola – Mi sono trovata molto bene fin dall’inizio. Sia il gruppo di ragazzi che gli insegnanti sono stati molto gentili e ci hanno aiutato a conoscerci, creando, così, un’atmosfera accogliente. Io personalmente volevo iniziare teatro per superare la mia timidezza e credo di esserci riuscita molto bene. Mi ha sempre fatto paura essere al centro dell’attenzione e mi succede spesso di bloccarmi nei momenti di ansia, ma questa esperienza mi ha aiutato molto a superare le mie debolezze.

Perché i futuri primini dovrebbero interessarsi alla vostra compagnia teatrale?
Elena C. – Credo che i futuri primini dovrebbero interessarsi a noi perché fare teatro è, innanzitutto, un’esperienza meravigliosa che ti apre molti orizzonti. Inoltre le persone sono tutte simpaticissime ed è un modo per fare amicizia anche con chi magari non avresti rapporti, ma con cui scopri di avere molte cose in comune e con le quali nasce una bella amicizia. Alla fine siamo tutti una grande famiglia che si vuole bene. E in più ci divertiamo e ridiamo un sacco tutti insieme. Quindi essenzialmente credo che quella del teatro con noi sia un’esperienza fantastica che credo tutti sarebbero felici di provare.
Giorgia – Allora, secondo me i ragazzi che arrivano a scuola da noi hanno un disperato bisogno di sfogarsi, inoltre nel nostro gruppo ognuno è capace di integrarsi e fare amicizia molto facilmente, avendo quindi un supporto in più anche dai ragazzi più grandi. Poi è una meraviglia per imparare a gestire ansia e timidezza; il corso, infatti, aiuta molto ad imparare a parlare in pubblico e a gestire gli imprevisti.

Cosa si prova a salire su quel palco davanti ad amici e parenti?
Elena R. – Quando si sale sul palco è un misto di emozioni tra ansia e felicità. Ansia di dimenticare una battuta, sbagliare un movimento o non rispettare le aspettative del pubblico o dei registi, ma grazie alla fiducia dei compagni, che siano nuovi o vecchi, l’ansia inizia anche a svanire, perché si sa che loro sono sempre pronti nel caso si sbagli. È un’emozione fantastica condivisa tra tutti noi amici, nuovi e vecchi che siano.
Monica – Stare su un palco, davanti a un pubblico (che siano genitori, amici o sconosciuti), soprattutto se è la prima volta, può suscitare ansia, imbarazzo o paura. Da quello che ho visto, siamo riusciti comunque a dare il meglio, nonostante fossimo tutti agitati.

Che legame si è formato all’interno del vostro gruppo?
Giulio – Abbiamo avuto modo di conoscerci tutti meglio e devo dire che ho scoperto davvero delle belle persone; secondo me c’è una grande intesa tra di noi.

Hai qualche sogno legato al mondo del teatro?
Laura – Fin da piccola ho avuto una passione per la recitazione e per il canto. Allestivo io stessa delle opere teatrali piccine da fare durante le cene di famiglia. Poi ho cominciato a sognare in grande. A sognare di potermi esibire su un palco cantando, ballando e recitando. E l’anno scorso il mio sogno è diventato in parte realtà, sia con i Compañeros che con un musical che ho fatto a Londra. E quest’anno? Beh quest’anno è stato bellissimo, mi sentivo parte di qualcosa di grande, molto grande. Quindi sì, ho un sogno per quanto riguarda il teatro; chiamatemi ambiziosa, ma prima o poi mi vedrete sul palco di Broadway o al Novello Theatre di Londra.

Qual è l’aspetto più bello che rende speciali “i Compañeros”?
Erika – Sicuramente il fatto che ogni venerdì non ci si incontri con un semplice gruppo di teatro ma una specie di seconda famiglia (molto strana eh). Quando entri in Aula Magna senti già di poterti esprimere liberamente con i tuoi compagni di gruppo e sai che ci saranno non solo per coprirti le spalle con le battute dello spettacolo, ma anche per ascoltarti e scambiare opinioni.
Non siamo un gruppo di professionisti e lo sappiamo, ma abbiamo tanta, e dico tanta, passione contagiosa per il teatro. Anche il divertimento e il forte legame che si crea tra ognuno di noi sono delle caratteristiche che rendono il gruppo di teatro Compañeros unico!
Chiara – Di sicuro il rapporto che si crea, non solo tra i partecipanti, ma anche con i registi, che ci aiuta a migliorare come attori e soprattutto come persone. Ogni incontro sembra una festa e, anche se dobbiamo restare concentrati, non mancano mai sorrisi e scherzi che possano “scaldare” l’atmosfera.

Invitate il pubblico a venire a vedervi giovedì 8 giugno.
Valentina – Ehilà gente! Ma che fate lì impalati!? Mettetevi in marcia! Non vorreste mica arrivare in ritardo al più grande, al più strabiliante, al più memorabile evento della storia? Si, avete capito bene. Una delle più grandi compagnie teatrali al mondo si esibirà solo per voi in quello che sarà lo spettacolo più bello dell’universo. Bisogna però dire che, data la capienza del locale, non sarà possibile accogliere chiunque. Quindi, per evitare problemi simili l’anno prossimo, io mi accamperei già da adesso nell’attesa di un altro strabiliante spettacolo. Beh, insomma! Non vi vedo ancora muovervi. Ci vediamo l’8 e soprattutto, non dimenticatevi le spazzole a casa, o Caleb si arrabbierà molto.
Roberta – Avete da fare giovedì 8 giugno? No? Beh, ora sì, perché ci sarà lo spettacolo “Sette spose per sette fratelli” dei Compañeros. Tutti i giovedì (non proprio tutti, solo quello) nell’Aula Magna di Via Bligny. Se amate il teatro e avete solo voglia di saltare la lezione di matematica, è la vostra occasione!!! E poi…è sempre tempo ideale per i fagioli!

Claudia Brizzi