L’Italia e le alluvioni: gli ultimi casi a Livorno e Roma

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20160829201412-alluvione_genovaL’ultimo episodio a Livorno: il 9 e 10 settembre la città è stata messa in ginocchio da un’ondata di maltempo che ha causato ingenti danni, distrutto case e causato la morte di otto persone. Un’alluvione che, secondo gli esperti, può essere ricondotta ai cambiamenti climatici. Ormai, tutto il territorio italiano, dal Piemonte alla Campania, si è abituato a queste piogge anomale, intense, fortissime, spesso simili a quelle di paesi molto lontani da noi. In poco tempo la quantità di acqua che scende è notevole e diventa ingestibile. Se poi¸ contemporaneamente, la manutenzione dei torrenti d’acqua, canali, fiumi è scarsa o assente, queste piogge causano danni ingentissimi. Sono come bombe sulle nostre città: distruggono argini, strade, case, edifici pubblici, mietono vittime. Per questo non sono mancate, anche in questi ultimi casi, le polemiche. I livornesi hanno puntato il dito contro la Protezione Civile per non aver comunicato l’allerta massima e messo dunque in guardia le persone. Altrettante critiche sono nate per la mancata prevenzione sui fiumi: per certi versi, si sono riviste le scene di qualche anno fa a Genova. Nel 2014 fu il Bisagno, chiuso dentro argini stretti e non ripuliti, a «esplodere». Anche Roma, negli stessi giorni di Livorno, è stata colpita dal maltempo. Qui, invece, le critiche sono ricadute sulla risposta della città che non ha saputo arginare il problema, con metropolitane chiuse e strade allagate, turisti e romani bloccati e impossibilitati a muoversi.

Paolo Galieri