Il giallo sulla morte di Neruda

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Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto, più comunemente conosciuto con lo pseudonimo di Pablo Neruda, è stato definito da Gabriel García Márquez come “il più grande poeta del XX secolo, in qualsiasi lingua”. Vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1971 e autore di più di sessanta raccolte poetiche, Neruda è sempre stato uno dei poeti più amati. Il certificato ufficiale di morte attesta che sia mancato il 23 settembre 1973, dodici giorni dopo il “golpe” di Augusto Pinochet, a causa di un tumore alla prostata. Ma durante gli anni vi sono sempre stati dubbi e incertezze riguardo alla causa del decesso. Esattamente quarant’anni dopo il direttore del servizio medico legale cileno, avendo fatto analizzare nuovamente la salma del poeta, ha confermato il tumore come causa principale, acuita ulteriormente dallo stress di quei giorni.
Ma il giallo sulla morte dell’autore cileno si è riaperto proprio in questi giorni.
Come già sospettato in passato, in particolar modo dai familiari del poeta, Neruda sarebbe stato avvelenato dalla Dina, la polizia segreta. Degli esperti, infatti, hanno affermato di aver individuato una tossina mai scoperta nelle analisi dei resti. “Se tutto procederà come previsto, entro un anno avremo una risposta certa sullo studio genomico del batterio” – ha dichiarato il patologo Aurelio Luna.
Secondo i sostenitori della tesi sull’assassinio, a quei tempi Neruda era malato, ma non in fin di vita, e lui stesso aveva riferito al suo autista che un medico, giusto qualche ora prima del decesso, gli aveva fatto un’iniezione allo stomaco. Poche ore dopo si sentì male e attorno alle 22  fu dichiarato morto dai medici della clinica a Santiago del Cile. Pablo Neruda era un fermo oppositore del generale Pinochet e del regime da lui imposto, perciò è altamente possibile che questo abbia ordinato la sua morte, al fine di evitare che diventasse un leader dell’opposizione all’estero. Per conoscere la verità non ci resta che attendere i risultati delle analisi svolte negli ultimi mesi e avere finalmente, si spera, una risposta certa sulla morte del grande poeta cileno.

Claudia Brizzi