San Valentino rosso sangue

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Classica routine quotidiana. Sveglia, colazione, bagno, scuola. E poi casa, compiti, cena, letto. Per tutti è così, a meno che non si abbia la sfortuna di essere uno studente del Liceo di Parkland, Florida, che si è trovato dalla parte sbagliata del fucile di Nikolas Cruz il giorno di San Valentino. Questo ragazzo, diciannovenne, ha ucciso 17 persone tra compagni ed insegnanti e per di più con un’arma regolarmente detenuta (fucile d’assalto AR-15). Le forze dell’ordine lo hanno catturato. Nelle ore successive all’arresto il giovane ha confessato le proprie azioni. la solitudine ed il rancore hanno portato il ragazzo a compiere questa tragico gesto, trasformandosi da vittima a carnefice.

L’ennesima dimostrazione di quanto sia pericolosa un’arma nelle mani sbagliate. Un ragazzo così giovane si è macchiato del sangue di altre 17 persone. La vicenda ha fatto il giro del mondo, ed altrettanto scandaloso è stato il discorso del Presidente Trump alla TV nazionale. In ben 6 minuti e mezzo, non ha pronunciato la parola “armi” nemmeno una volta. Sembra che questo suo discorso sia stato fatto solamente per formalità, e la mancanza di quella parola n’è la conferma. Ma per fare qualcosa non si può aspettare che le catastrofi accadano. Bisogna prevenire.

Paradossalmente, il paese, che si immola come portatore e protettore dei diritti umani, permette ad un ragazzo di acquistare un fucile d’assalto, ma non di potersi prender una birra o comprarsi le sigarette. Tralasciando il fatto che possedere un’arma possa avere una ragione culturale, bisogna guardare con un occhio di riguardo chi compra un’arma, specialmente se giovane. Basta avere una fedina penale pulita, l’assenza di problemi psichici segnalati, un documento di identità e si è a cavallo. Nessun controllo per la stabilità o sanità mentale, nessuna domanda, niente di niente. Andando avanti di questo passo, le stragi aumenteranno esponenzialmente. Il 2018 è ancora lungo, e con una frequenza di una sparatoria ogni 60 ore, la popolazione verrebbe decimata in pochi anni. Ma Trump rimane dell’idea che bisogna solo cambiare la cultura. Pensare che la regolarizzazione della vendita di armi sia una possibile soluzione? Certo che no, risponderebbe il Presidente. Non si augura la morte di nessuno, ma se ci fosse stato anche Trump Junior in quella scuola, il discorso sulle armi ci sarebbe stato eccome. E poi scrive su Twitter che negli Stati Uniti sono tutti un’unica famiglia. Eppure alla scomparsa di 17 concittadini per mano di un ragazzo che imbracciava un’arma che lo Stato gli permette di avere, non cerca di cambiare radicalmente un problema che persiste da decenni. Non merita un caloroso applauso il Presidente Donald Trump per l’ennesima sciocchezza fatta durante il suo mandato?

Fabio Cannizzo