Intrappolati dalle ideologie

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C’è un filo. È sottile, sottilissimo. È esattamente quel tipo di filo sul quale ti aspetteresti di vedere un funambolo. È un filo trasparente e sopra ci camminano migliaia di persone, incosapevoli di essere sospese tra gli ideali e le ideologie. Sentono l’ebbrezza della libertà di pensiero. Ma sono facilmente influenzabili, si lasciano attirare dai bei discorsi, si lasciano plasmare da astuti manipolatori. E lentamente vengono trascinati giù dal filo degli ideali. Cadono. Vittime incosapevoli. Si lasciano attrarre dal fascino delle ideologie, dal senso di comunità che si crea tra le persone che sentono la loro irresistibile forza di attrazione. Il tuo pensiero diventa irrilevante, la tua libertà nulla. Sei schiavo di ciò in cui credi, imprigionato da te stesso. Vanno sempre strette le ideologie, non fanno respirare. Ma non te ne rendi conto: anzi, sei contento di starci dentro. Hai la tua comoda etichetta. Sei un comunista. Sei un fascista. Sei un liberale. Sei un vegano. Sei una femminista. E non ti devi preoccupare di pensare troppo.
Un ideale è il prodotto dell’esercizio della libertà di pensiero. L’ideologia ne è la degenerazione, il paradosso. Degli ideali si può discutere, si possono confrontare e confutare. Le ideologie no. Ci sarà sempre, e dico sempre, qualcosa a cui si attaccheranno gli ideologici pur di dimostrare la veridicità assoluta e indiscutibile della loro ideologia.
L’ideale appartiene all’individuo, anche se uno stesso ideale può presentare sfumature diverse a seconda della persone che lo coltivano. Le ideologie invece appannano la mente, compromettono la ragione, uccidono il senso critico.
“Il destino dell’ideologia è di divorare se stessa, di celebrare la sua fine celebrando il suo trionfo, di alienare totalmente l’uomo, che pure voleva liberare dall’alienazione.” (Bruno Forte)

Alice Zanola