Uno scambio da… cambiare

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foto articolo olandaInterfacciarsi con nuove culture non è mai facile, potrebbe spaventare. Quando viene proposto uno scambio culturale in una scuola, si può notare una sorta di entusiasmo della classe coinvolta dovuto proprio all’incontro con una nuova cultura. Questo è il caso della 4L, che dal 6 al 12 ottobre ha ospitato una comitiva di ragazzi olandesi, provenienti dalla cittadina di Cuijk, non lontana da Arnhem. L’arrivo è stato un mix di emozioni positive e imbarazzo, anche perché turba un po’ avere in casa una persona mai vista con cui si è iniziato a chattare solo pochi giorni prima. Si ha paura, magari, di non soddisfare le aspettative dell’ospite, o ancora, di non trovarsi bene, di litigare, di avere o subire dei comportamenti prepotenti. Si teme un po’ anche per l’incolumità dell’ospite, perché, anche se non sembra, la nostra città può essere pericolosa. I ragazzi della 4L hanno avuto la possibilità di essere le guide dei loro corrispondenti nella visita della città, in particolare della città in cui loro stessi vivono, “balzando” le attrazioni da turisti, che riducono la città a quelle quattro cose che si è soliti attribuire a Torino. Peccato però che non si potesse scappare dalle solite visite ai monotoni musei, come Palazzo Reale e l’armeria reale, il museo dell’automobile, il museo del cinema. Per fortuna, non è stato visitato pure il museo Egizio: si sarebbe corso il rischio di scambiare i volti dei ragazzi annoiati per quelli di altrettante mummie. Anche se si vive in una città ricca di storia e cultura come Torino, la vita di uno studente non è scandita dalle visite ai musei.

Bisognerebbe abolire questo cliché della visita turistica durante gli scambi, perché seguendo questa logica uno scambio finisce per diventare una semplice gita scolastica, giusto per passare una settimana. Bisogna andare oltre le attrazioni, cercare la storia di Torino, cercare i posti dove si desidera andare, non accontentarsi mai aspettando la pappa pronta, sperando di trovare un ospite che abbia voglia di andare in giro e che sia propositivo. Quando si va all’arrembaggio in un paese nuovo, l’ultima cosa da fare è fare le amebe!

Fabio Cannizzo