Colori quotidiani

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colotiImmaginiamoci immersi nella natura verde come uno smeraldo scintillante. Giriamo la testa e guardiamo pini maestosi, con aghi appuntiti e lucidi come una sciabola pronta a trafiggere qualcosa o qualcuno. Distese incontaminate di prato verde  lunghe migliaia di chilometri come la linea del mare che trova casa verso l’orizzonte. Ruscelli  colorati d’oro per i diretti raggi del Sole, curiosi  di vedere per la prima volta il loro aspetto nel riflesso delle acque limpide, però arriva una cascata ed essi perdono vita immergendosi nelle acque di questa discesa. Svariati rumori, come ad esempio i cinguettii e gli sbattiti delle ali di piccoli o grandi volatili che abitano queste aree collinari. L’ombra, che rende tutto intorno a noi molto più scuro come se fosse scesa la notte e trasforma il bosco in un altro luogo, un luogo intrigante come un crimine in televisione. Vite animali che si affacciano da dietro i fusti degli alberi, curiose di osservare questo immenso mondo, tanto cambiato che non tiene più alla loro sicurezza.                                                                                                           Tutto ciò caratterizza un ambiente naturale, che invita a percorrerlo per ogni dove finché non lo si ha esplorato tutto. Il magnifico colore verde ci stimola ad avanzare e a non trovare mai una fine al nostro percorso, anzi a correre senza coscienza per illuderci che ci sarà sempre un posto per noi, anche semplicemente una piccola grotta oscurata dagli alberi; ci vuole far danzare intorno ad uno dei suoi pini, per avere nella loro memoria centenaria il fatto che ci sarà sempre qualcuno ad ascoltarli e ad amarli.                                                                                                          Ad un tratto una fiamma arancione compare dal nulla. Siamo immobilizzati perché abbiamo troppa paura per andare avanti, ma capiamo che se stiamo qui non c’è via di scampo, quindi il nostro cervello manda dei comandi, ai quali i nostri arti inferiori rispondono posando lentamente un piede indietro, poi un altro e ancora uno, fino ad accelerare e, infine, correre via come un ghepardo.                                                                                                                           Ed è da quella piccola fiamma che nasce il grande terrore rosso. Questo è il colore che più di tutti ci spaventa e che ci immobilizza; il colore che è puro come il sangue che ribolle nelle vene di un re.                                                                                                    Il rosso è il rubino che ogni donna desidera, ma che al solo pensiero di spendere qualche migliaio di euro spaventa. Il rosso è la palla infuocata che ci riscalda ogni giorno da molti anni, ma che ci terrorizza se un giorno si dovesse spegnere. Il rosso è la paura di andare avanti, il nostro senso di autocontrollo che ci dice di fermarci.

Una visione alquanto ambigua del perché i colori, in un certo senso, ci impongono qualcosa, ci influenzano; proprio come quelli del semaforo: il verde è il via, come la natura che ci stimola ad andare avanti; l’arancione è un avvertimento, come quando vediamo una piccola fiamma e tendiamo a retrocedere; il rosso è il pericolo, come quando c’è un incendio e la pressione della fretta ci sale addosso.

E secondo voi?

Linda Stroscia