AKK, l’erede politica della Merkel

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akkDal 29 ottobre 2018 è ufficiale: Angela Merkel lascia la presidenza della CDU dopo 18 anni e si ritirerà definitivamente dalla politica alla conclusione del suo mandato come cancelliera federale, a fine autunno 2021. A dicembre è stata eletta perciò una nuova guida del partito: Annegret Kramp-Karrenbauer, chiamata AKK dai media. Nella Germania l’Unione è la fazione politica più forte. È formata da due partiti: la CDU (presente dappertutto in Germania, tranne in Baviera) e la CSU (solo in Baviera). Fino a ottobre i presidenti erano Angela Merkel (CDU) e Horst Seehofer (CDU). Adesso entrambi partiti hanno dei nuovi leader: Annegret Kramp-Karrenbauer (CDU) e Markus Söder (CSU).

Tre candidati si sono contesi la presidenza: AKK, Friedrich Merz e Jens Spahn. L’ultimo è l’attuale ministro della salute e non aveva grandi possibilità di successo fin dall’inizio. Quindi l’Unione era divisa in due fronti contrapposti: uno per Kramp-Karrenbauer e l’altro per Merz. Nella prima tornata elettorale nessuno dei tre aveva la maggioranza assoluta. AKK ha vinto dopo il ballottaggio con Friedrich Merz al congresso del partito ad Amburgo. Da 999 voti lei aveva 517 (51,75 %), mentre Merz ha preso 482 voti (48,25 %). Friedrich Merz adesso si vuole ritirare dalla politica. In realtà lo ha già fatto un’altra volta, dopo aver perso le elezioni contro la Merkel. Di solito lavora come avvocato o lobbista. La sua carriera politica è iniziata con il suo ingresso nella CDU nel 1972. Dopo qualche anno, è diventato presidente della Junge Union, l’organizzazione giovanile della Unione. Dal 1989 al 1994 Merz è stato membro del Parlamento europeo e dal 1994 al 2009 del Bundestag, dove dal 2000 al 2002 ha ricoperto il ruolo di presidente della CDU / CSU e quindi leader dell’opposizione.

AKK è entrata nella CDU nel 1981. È stata da agosto 2011 a febbraio 2018 primo ministro del Saarland e da giugno 2011 a ottobre 2018 presidente della CDU nella regione della Saar. Dal novembre 2010 è membro della presidenza federale della CDU. Da febbraio a dicembre 2018 è stata segretaria generale del partito, di cui adesso è diventata presidente federale. Kramp-Karrenbauer sostiene la linea di Angela Merkel nella politica sui rifugiati. Si pronuncia contro una chiusura unilaterale delle frontiere tedesche, perché teme che questo possa causare una disgregazione dell’Unione europea. Si adopera per l’accettazione del patto di migrazione dell’ONU. È per la conservazione del riferimento alla religione cristiana nella costituzione e quindi contro il matrimonio omosessuale. Inoltre, si è pronunciata a favore della reintroduzione del servizio militare obbligatorio. Le reazioni delle altre parti politiche non si sono fatte attendere. Mentre la CDU e la SPD auspicano una “buona cooperazione”, i Grünen e l’FDP prefigurano una “concorrenza leale”, la Linke avverte il rischio di un nuovo “corso reazionario” e infine l’AfD vede in AKK una “Merkel 2.0”, che potrà permettere loro di continuare a salire nei consensi.

Daniela Negt