Bang!

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Bang!Bernard Williams, uno dei più importanti filosofi morali contemporanei, scrisse nel 1985 Una critica sull’utilitarismo, al cui interno si trova un dilemma molto interessante. Questo recita più o meno così: ”Jim, dopo esser tornato da una spedizione botanica, si ritrova in una piazza di una piccola cittadina sudamericana dove vede 20 indios legati ad un muro, alcuni con una espressione di paura in volto altri in atteggiamento di sfida; davanti a loro ci sono numerosi uomini armati in divisi. Ad un certo punto un uomo di nome Pedro, capo dei soldati, si affianca a Jim e lo informa del perché quei uomini siano legati; a quanto pare sono 20 persone prese a caso dopo una recente protesta contro il governo. Il generale lo informa anche della loro imminente fucilazione come monito per le possibili future proteste e, siccome Jim è un estraneo, gli offre la possibilità di uccidere un indio. Se Jim accetta, gli altri saranno liberati; se invece rifiuta, Pedro procederà dando l’ordine di ucciderli tutti, come prestabilito.”

Immagina ora di essere tu a dover fare la scelta di Jim. Questa non è una domanda facile a cui rispondere, poiché l’uomo essendo un essere dotato di pensiero, tende a porsi delle domande prima di agire. Analizziamo entrambe le scelte: se si scegliesse la prima, uccidendo un uomo si andrebbe contro i propri valori morali, causando un trauma non facile da superare. Tuttavia, da un punto di vista utilitaristico, uccidendo un indio si salverebbe la vita agli altri diciannove. In poche parole: si sceglierebbe il “male minore”. Ma come si sceglie l’uomo da uccidere? E, soprattutto, perché la vita di uno dovrebbe valere meno di quella di un altro? Se invece si scegliesse la seconda strada, il comandante procederebbe ad uccidere i venti indios; in questo caso non si violerebbe il proprio principio del non uccidere, ma si diventerebbe indirettamente l’assassino di venti persone.

In entrambe le situazioni, verrebbe a crearsi un profondo senso di colpa dovuto all’aver spezzato, direttamente o meno, una o più vite umane. Come si fa a compiere una scelta del genere, sapendo che in entrambi i casi verranno uccise delle persone? Quindi, tu che cosa faresti? Uccideresti un uomo, sporcandoti la coscienza, o preferiresti non uccidere direttamente pur consapevole che del sangue verrà comunque versato?

Paolo Galieri