Come non far saltare un governo: parte prima

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immagine teppaGiovedì 8 agosto è stato l’inizio della fine (politica) di Matteo Salvini, una nuova speranza – come in un episodio di Star Wars – per i suoi nemici, da Renzi a Di Maio. Da quel momento tutto è andato male: la richiesta per le elezioni immediate è andata perduta nella burocrazia romana; gli acerrimi nemici, che di tutto s’erano detti tranne che belle parole, ora si dividono i banchi del governo. Un esempio? Paola Taverna, Vicepresidente Senato M5S, la quale in un comizio a Latina aveva cordialmente apostrofato i suoi nuovi alleati come: mafiosi, ladri, schifosi ed altre ingiurie.

Eppure… tutto succede e Di Maio s’è dimenticato di Banca Etruria e Bibbiano, si è relegato agli Esteri per non venire linciato all’interno dai suoi, ha concordato con i Dem le sue aree di competenza, nazionali ed europee, dalla Farnesina: Ministeri e Commissioni. Il tutto con la speranza che gli elettori dimentichino, che sono la sua vera base, coloro che nel 2018 gli hanno dato in mano in Parlamento da aprire “come una scatoletta di tonno”, solo per scoprire che non erano tanto meglio; non erano proprio i grillini che dicevano che avrebbero sempre corso da soli a tutte le tornate elettorali? Ed ora si ritrovano amici del Pd in Umbria. Casualmente proprio nella regione dove la lotta fra il Movimento e i DEM era stata più accesa riguardo lo scandalo della Sanità. La denuncia contro Katiuscia Marini, governatrice rossa, era partita proprio da una consigliera regionale grillina. Il PD sicuramente nella sua incoerenza si è dimostrato meno peggio dei grillini, in quanto è abituato ai giochi di palazzo.

Nel cdx tutti sono rimasti basiti dalle mosse di Salvini, certamente nelle menti dei dirigenti di FDI e FI, è circolato il pensiero che se Salvini avesse fatto più veloce ora sarebbero al potere. È di pubblico dominio che c’è stata poca partecipazione nella crisi di governo sia da parte di Berlusconi che della Meloni; nelle prime settimane di agosto il cdx non è stato meno lento nel coalizzarsi che di Salvini nel muoversi.

La sopra citata burocrazia romana è stata una delle cause della sconfitta della Lega. D’altro canto in questi ultimi 14 mesi Salvini, piaccia o non piaccia, si è dimostrato un abile politico. È possibile che si sia fatto fregare, o aveva un piano B? Che poi è fallito per cause superiori? Chi lo sa. Adesso, però, Salvini dovrà fare sul serio, sempre citando Star Wars dovrà “to strike again” e vincere nelle regioni, nei comuni, in pratica in tutte le roccaforti rosse per mostrare la sua leadership sia nella Lega che nel cdx, seriamente compromessa dalla sconfitta settembrina.

Secondo gli ultimi sondaggi Emg Acqua, pubblicati per Agorà, la Lega è senza ombra di dubbio il primo partito; intanto PD e M5S si azzannano per il secondo posto; al quarto FDI, poi FI, ed in coda i partiti minori. Da quello che si evince, leggendo, è un calo complessivo della Lega, avrà calcato la mano Salvini ? Crescono solo i partiti di cdx ed i cinque stelle, parte dei 4 punti percentuali persi dalla Lega, sono stati recuperati e ciò conferma la tendenza degli ultimi mesi che vede i Conservatori italiani, avanti di misura rispetto sia a csx che 5stelle. Decisive per il futuro del Paese saranno le elezioni regionali in quattro regioni, solo lì si capirà se l’alleanza giallo-rossa sarà vincente oltre che nei giochi di palazzo, anche sul campo.

Di seguito riportati i sondaggi

LEGA 4 Ottobre: 33,5 %, luglio: 37,5%

PD 4 Ottobre: 19,7%, luglio: 21,5%

M5S 4 Ottobre 19,5%, luglio 17,5%

FdI 4 Ottobre 7,8%, luglio 6,8%

FI 4 Ottobre 7,6%, luglio 6,5%

Italia Viva 4 Ottobre 4,3%, luglio nan

Cambiamo! 4 Ottobre 2,1%, luglio 0,7%

Altri partiti: 6% ca.

CDX: 51%

Governo: 46,3%

Stefano Teppa