Il clima con le tue mani

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UT con VicoUna chiacchierata con Andrea Vico.

Il Convitto non delude mai. Come le precedenti, anche la sesta edizione dalla Notte dei Licei Classici (tredicesima a livello nazionale) ha riscosso un grande successo, grazie anche all’ospite d’onore Andrea Vico. “Il clima con le tue mani”, un titolo che parla da solo: è stato l’ambiente infatti il tema portante della serata, fulcro dell’intervento tenuto dal noto giornalista scientifico sul palco illuminato dell’aula Magna. La redazione di UmberTimes si è occupata di condurre il dialogo con Vico attraverso una serie di domande riguardanti il suo lavoro e le sue conoscenze.

Il discorso è iniziato da una problematica estremamente attuale, ossia in che modo si possa riconoscere una fake news da una notizia scientifica attendibile. Infatti, tramite i social network vengono diffuse le teorie più disparate, spesso senza prestare particolare attenzione alla fonte. È proprio su questo che Vico si è soffermato: come mediatore tra grande pubblico e scienziati, ha l’esperienza necessaria per poter affermare che la veridicità di una notizia si basa sui dati e sulla ricerca. Il lettore quindi è tenuto ad accertarsi dell’autorevolezza della fonte prima di condividere un determinato articolo sul web.

Il filo dell’intervento si è poi spostato verso una realtà tristemente vicina alla nostra città: l’inquinamento dell’aria. Se guardiamo all’Italia, secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente il nostro è il primo Paese in Europa per morti premature da biossido di azoto con più di 14.000 vittime all’anno. In particolare, Torino è la città più inquinata d’Italia, ma le restrizioni prese dal Comune non sembrano sufficienti. Non basta infatti fermare il traffico qualche giorno per risolvere un problema di questa portata. Come lo stesso Vico si è preoccupato di sottolineare, l’iniziativa deve partire dai cittadini. Non si usi la scusa del “mancano i metodi”, perché il capoluogo piemontese ha la fortuna di essere ricca di trasporti, dalle macchine ai monopattini, dalle bici agli autobus. Si potrebbe discutere sull’efficienza della GTT, ma i sistemi di sharing sono numerosi e distribuiti su tutto il territorio. Con un calcolo abbastanza semplice, si può dimostrare che una persona che vive in città spende molto di meno utilizzando altri mezzi invece di possedere una macchina, senza contare ovviamente che la sua impronta ambientale è molto più bassa.

Sempre sulla responsabilità delle persone comuni è continuato poi il dialogo. Un altro punto in agenda infatti riguardava l’allevamento intensivo, una delle cause principali della presenza di CO₂ nell’atmosfera. Secondo Vico, la soluzione migliore non è quella di eliminare la carne della nostra dieta, decisione difficile e drastica, ma sarebbe sufficiente mangiarne di meno e scegliere con criterio gli alimenti da consumare. Comprando cibo a chilometro zero, originario dal proprio territorio e proveniente da allevamenti certificati a terra, dunque non intensivi, si fa già una grossa differenza. Ovviamente scegliere questo tipo di alimenti è più costoso, ma è uno sforzo necessario per il benessere del nostro pianeta.

Dalla responsabilità individuale alla responsabilità collettiva: le iniziative che dovrebbero partire dai singoli Stati hanno occupato la parte conclusiva dell’intervento. Dalla Plastic Tax alla critica sul sistema capitalistico basato sull’ “usa e getta”, Vico ha dimostrato come anche la politica e l’economia vengano dettate dai votanti e dai clienti. Se si votassero rappresentanti che hanno a cuore la problematica ambientale e se si smettesse di comprare prodotti sempre nuovi da multinazionali tristemente celebri per il loro gigantesco impatto ambientale, allora sì che si farebbe la differenza.

L’intervento di Vico è stato un inno al cambiamento, ad una presa di coscienza collettiva che porti al rispetto del pianeta in cui noi viviamo. Tutti hanno il potere di fermare il cambiamento climatico, ma è proprio questo potere che rende la responsabilità così gravosa: sulle nostre spalle si regge il futuro della natura, nelle nostre mani il destino del mondo.

Elisa Buglione-Ceresa