L’Europa non è morta

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aricolo Scotti_EuropaLa crisi causata dal Coronavirus sta facendo emergere le debolezze del mondo. Se negli Stati Uniti si è arrivati alla necessità di costruire fosse comuni per seppellire i morti dell’epidemia, nell’UE la solidarietà e la fiducia tra i vari paesi sta facendo acqua da tutte le parti. Il problema sono le risorse. Non si trova un accordo, non sembra esserci collaborazione. I paesi del nord, tra i quali spiccano la Germania, l’Olanda e l’Austria, ci spingono a chiederci dove sia andata a finire quell’unione che ha reso forte l’Europa. Che ne è stato della comunità? Partiamo dall’inizio. L’Eurogruppo, cioè il centro di coordinamento europeo che riunisce i Ministri delle finanze degli Stati europei appartenenti all’eurozona, ha in questi giorni preso in considerazione diverse misure contro la crisi economica da coronavirus. I ministri, tuttavia, non si trovano in accordo: ciò che fa discutere sono gli Eurobond e il Mes. Di che cosa si tratta? L’Eurobond, detto anche Stability Bond, è un meccanismo solidale di distribuzione dei debiti a livello europeo; il Mes,  o “fondo salva-Stati”, è un’organizzazione internazionale nata come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro. Negli ultimi tempi si è parlato di utilizzare queste due risorse finanziarie per aiutare i paesi più in difficoltà, come l’Italia. La cancelliera tedesca Angela Merkel, tuttavia, ha spiegato: “Voi sapete che io non credo che si dovrebbe avere una garanzia comune dei debiti e perciò respingiamo gli eurobond”; inoltre il Parlamento olandese ha esortato il governo a non accettare gli Eurobond e a tenere il punto sulla condizionalità per l’utilizzo del Mes. Sembra quindi che di solidarietà in UE si parli ben poco perché la solidarietà deve essere generosa, ma, si chiede in un articolo del quotidiano tedesco Die Welt, “senza limiti e controlli?”. Il giornale tedesco non si interroga solo su questo: nello stesso articolo, infatti, c’è anche scritto: “la mafia sta aspettando i soldi da Bruxelles” e “naturalmente gli italiani devono essere controllati da Bruxelles e usare i fondi in modo conforme alle regole”. È quindi ovvio che, con la diffusione di tali idee e pregiudizi in paesi già titubanti a condividere, la situazione non possa far altro che peggiorare. Sarebbe sbagliato identificare il Die Welt con il governo tedesco; tuttavia un avvenimento come questo serve a mettere in luce le crepe che attraversano l’Europa. Inoltre questi pregiudizi che, anche se non rappresentano un pensiero comune, hanno comunque una notevole influenza, sono deleteri e infondati. Quella del Die Welt è infatti una posizione ingenua, da ignoranti. Sono idee che nascono dall’incapacità di capire le vere dinamiche mafiose. Secondo Roberto Saviano, infatti, “la ‘ndrangheta fattura circa 60 miliardi di euro l’anno, la camorra tra i 20 e i 35 miliardi. E’ una massa di denaro pronta a intervenire laddove la crisi economica apre i varchi. Quindi è esattamente il contrario di quanto ha dichiarato il quotidiano tedesco Die Welt: meno soldi all’Italia, più potere alle organizzazioni criminali”. Inoltre è un po’ troppo ottimista pensare che la criminalità organizzata sia un problema solo italiano. Un esempio? La russa Solncevskaja Bratva, o Fratellanza Solncevskaja, è una tra le più pericolose organizzazioni criminali al mondo, che gestisce un patrimonio di oltre 70 miliardi. Molti di questi soldi passano attraverso la Germania stessa, quindi, seguendo il ragionamento del quotidiano, bisognerebbe pensarci due volte prima di affidare a essa il denaro. Ovviamente anche in questo caso non si tratta d’altro che di pregiudizi infondati, ai quali, in un momento di crisi come questo, non ci si può arrendere.

A cosa porta, però, tale incapacità di essere solidali? Il premier Giuseppe Conte ha dato all’Europa un tempo limite per decidersi, minacciando che se non si fosse giunti ad alcun tipo di accordo, l’Italia avrebbe fatto da sola. L’Italia, tuttavia, non può fare da sola, e lo stesso vale per qualsiasi altro paese dell’UE. L’Europa ha tante risorse proprio perché è unita. Sarebbe inutile illudersi che questa unità nasca da qualcosa di più che il semplice interesse economico; tuttavia il denaro può essere una colla potentissima. Proprio grazie a esso, infatti, l’accordo verrà trovato: la Comunità Europea non può permettersi di abbandonare lItalia ad annegare tra i suoi debiti, perché di mezzo ci andrebbe la stessa tenuta dellunione monetaria. Nonostante sembri, infatti, che i legami tra i paesi siano basati su un clima di sfiducia reciproca e di sospetto, tali legami esistono e rendono forte l’UE. Anche perché, al contrario di ciò che gli anti-europeisti e molti italiani delusi pensano, l’Europa non è morta.

Isabella Scotti