Siamo obiettivi, usiamo la ragione

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Il decreto Gelmini è stato convertito in Legge , scuola e università sono in agitazione . Che cosa sta succedendo ? Perchè la maggior parte dei docenti. degli studenti e dei genitori paiono trovarsi dalla medesima parte della barricata?La situazione attuale non permette di rimanere indifferenti, è del tutto necessario dare un giudizio obiettivo sfatando o confermando delle leggende in circolazione . Falso che il bilancio della scuola subirà tagli per 8 miliardi ( il taglio del prossimo anno sarà inferiore a 0,5 miliardi ), i tagli netti previsti per il triennio 2009-2011 sono pari a 3,6 miliardi in tre anni . Falso che saranno licenziati 87 mila insegnanti ( la riduzione avverrà limitando le nuove assunzioni e la cifra di 87 mila insegnanti si raggiungerà nel 2012 e include nel calcolo le riduzioni già pianificate dal Governo precedente ). Falso che sparirà il tempo pieno nelle scuole elementari : l’introduzione del maestro prevalente libererà un numero di ore sufficienti ad aumentare le ore di tempo eventualmente richieste dalle famiglie. Falso che si ridurranno gli insegnanti di sostegno( per l’anno scolastico in corso sono stati confermati 90.882 posti ) e che saranno chiuse le scuole di montagna(prevale l’obbligo di garantire a tutti il diritto all’ istruzione ,rimane tuttavia da correggere l’anomalia italiana di un docente ogni 9.7 alunni mentre la media europea è di un docente ogni 12 allievi ) . E’ utile ricordare che l’introduzione nel 1990 del modulo ( 3 maestri per 2 classi o 2 maestri per 1 classe ) , con conseguente soppressione della figura del maestro unico , non è stata dettata da uniche scelte pedagogiche , ma anche dalla necessità di salvare posti di lavoro messi a repentaglio dal calo demografico . Una strada ragionevole potrebbe essere quella del maestro prevalente nei primi due anni e di un altro maestro negli altri tre . Riguardo all’aumento del numero di allievi per classe il Governo ha applicato le norme Bassanini sul numero minimo di allievi per scuola varate 10 anni fa da Governi precedenti .La legge finanziaria dispone un taglio ai fondi all’università pari al 3% l’anno , penalizzando fortemente gli Atenei con bilancio passivo. Auspicabile sarebbe far pagare tasse universitarie più elevate alla famiglie ricche e usare il ricavo in parte per compensare i tagli , in parte per finanziare borse di studio per i meritevoli e i più bisognosi .Vero che il Governo abbandona al loro destino i precari.Il precariato è di fatto un errore macrosopico causato dalla sovrastimata capacità della scuola di creare posti di lavoro e oggi c’è una sproporzione tra il numero di docenti e il fabbisogno oggettivo dellla scuola .   In alcuni casi l’insegnante si attribuisce una libertà eccessiva nella scelta dei contenuti da trasmettere ,come se la libertà di espressione individuale potesse prevaricare il dovere istituzionale di trasmettere le conoscenze condivise e accumulate nel tempo da altri .Ogni docente deve ricordarsi sempre di essere un rappresentante dello Stato,indipendentemente dalle proprie idee. La Riforma punta a rinforzare il principio di autorità nella scuola ( voto in condotta, l’introduzione dei corsi di “Cittadinanza e Costituzione “ , la reintroduzione dei voti in decimale ) . Ora i ragazzi sono preoccupati per il loro futuro e credono di essere le uniche vittime dei cambiamenti imposti . Le loro ansie sono ragionevoli ma la loro ira è indirizzata verso un bersaglio sbagliato . Il loro futuro non è  compromesso dalla riforma Gelmini  e la modalità della protesta attuata appare ambigua , facilmente strumentalizzabile , non aperta al dialogo . Quello che lascia interdetti è il clima di ideologia , gli inviti a manifestare spesso faziosi , il vedere sfilare bambini a manifestazioni politiche , nonostante a quella età non abbiano alcuna possibilità di formarsi un’opinione autonoma sui temi coinvolti . La vera rivoluzione è raggiungere gli obiettivi con la contrattazione e non sempre con lo sciopero. Infine vero che la riforma risponde anche ad una necessaria razionalizzazione economica e che la qualità del servizio potrebbe ridursi in alcuni ambiti alla sola essenzialità del servizio scolastico offerto.

Fabio Faccilongo