Abisso blu

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foto articolo abisso bluOceano Atlantico, Capo di Buona Speranza, Marzo 1998.

Luna piena. Mare in tempesta. Diluvio.

Due figure. Una nave. La morte?

Andrea e Sara si  sono conosciuti mesi prima.

La loro è una storia d’amore travolgente,  sono due anime inseparabili: pronte a vivere una vita insieme, per sempre.

Entrambi, comandanti di barche a vela, scelgono dopo mesi di compiere la traversata dell’oceano  Atlantico.

Il loro viaggio dura settimane: tutto sta andando liscio, quando, un giorno, all’alba, notano il cielo di un intenso aranciato.

Con fare scherzoso, Sara si rivolge al compagno “rosso di mattina, la pioggia si avvicina!”: ridono.

Eppure, la stessa sera, quel detto che pareva così simpatico, si trasforma in realtà.

In mezzo al mare, i due corpi si ritrovano ad affrontare una tempesta capace di annientare qualsiasi forma vivente, anche la loro.

Chiamano soccorsi. Nulla. Si arrampicano sull’albero maestro per sistemare le vele. Vengono distrutte. Si mettono un salvagente. Cercano in tutti i modi di aggrapparsi ai bordi per non cadere nell’abisso blu. 

Il mattino dopo, il sole torna a splendere alto in cielo. Sara si sveglia, circondata da un panorama quieto, come se nulla fosse mai accaduto. Il mare calmo, azzurro. La nave che viene cullata da lievi onde. Andrea?

Sara urla. Sara prega. Sara impreca.

All’improvviso, si volta e scorge un corpo in mare: è lui.

Distrutta dalla paura di averlo perso per sempre, si getta in mare e nota che è ancora vivo. 

Il salvagente l’ha tenuto a galla fino alla fine della tempesta ed ha continuato a respirare. E’ in condizioni ineffabili. Ferito. Tagliato. Tremante.

La barca è allagata. Avvertire qualcuno è impossibile. La salvezza è impossibile.

Passano settimane accavallate tra il salire e scendere della barca sulle onde.

Sara è stremata. Le riserve d’acqua stanno per terminare. L’unica cosa che la fa sopravvivere è la presenza del suo amore. Ferito. Ammalato. Semplicemente presente.

Passa il tempo sdraiata accanto a lui. Ascolta il suo silenzio. Gli racconta storie. Lacrima, malinconica.

Qualcuno verrà mai a salvarli?

Non se ne cura. Tutto ciò che ha è Andrea.

Il sole batte forte sui loro capi. Le riserve di cibo stanno terminando. Sono passati quaranta giorni.

Sara si sveglia da un sonno che sembra esser durato mesi.

Apre gli occhi a fatica. Ha la bocca secca. Sporge il braccio per abbracciare Andrea. Vuoto. Vuoto intorno a sé. Acqua infinita. E Andrea? Andrea non c’è. Andrea è scomparso. Andrea si è perso nella profonda oscurità dell’acqua. Ma forse Andrea era stato lì davvero. O forse, la forza della sua mente l’aveva tenuto accanto a lei perchè non accettava la sua perdita. Le sue allucinazioni erano state più forti del mare che l’aveva ingoiato. Inglobato. Ucciso.

Andrea è morto. L’amore no.

Lucia Tortorella

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