Un vagone. Cinquanta passeggeri. L’indifferenza.
Ogni mattina un treno percorre la stessa tratta. Ogni, singola, mattina, molti passeggeri salgono su un vagone particolare.
Marco è un uomo dimesso. Si alza tutti i giorni alle sette. Si veste in modo frettoloso. Beve un caffè al volo e si dirige alla stazione. Siede sempre in un angolo risicato in fondo a destra.
Laura è una donna irritabile. Si sveglia ancor prima. Litiga con figli e marito. Strilla contro il vicino e, isterica, prende il treno. Si accomoda sul lato opposto rispetto a Marco.
Giovanni è un ragazzo disordinato. Si sveglia alle 8:45. Rischia sempre di arrivare tardi a scuola. Studia in treno e corre. Spesso rimane in piedi per tutta la durata del tragitto.
Tutti i giorni, su quel vagone, tutti i passeggeri non si rivolgono parola: siedono indifferenti sui diversi sedili. Separati, appartati, isolati.
Tutti i giorni, su quel vagone, lavora lo stesso controllore e nota il gelo che investe la carrozza. Perché nessuno dialoga? Si chiede. Non si sa.
Rimane affranto dal notare come le stesse persone che si incrociano tutti i giorni, per un viaggio di modesta durata, non si osservino nemmeno. Descrive una sera la scena quotidiana a sua moglie, ma le parole gli si intrecciano in gola. All’improvviso, un’idea: scrivere dei bigliettini. Si mette all’opera. Ne ritaglia a centinaia, vi annota messaggi diversi e firma a nome dei passeggeri.
Inventa il desiderio dei viaggiatori di conoscersi a vicenda. Inventa racconti, poesie.
E una volta giunto il mattino, decide di lasciare su ogni sedile un foglietto, pronto per essere letto.
Da quel gesto, il miracolo.
Guarda di sottecchi ognuno di loro e, per la prima volta, anche Marco, Laura e Giovanni si guardano. Si parlano.
Da quel giorno, la carrozza numero cinque, che era grigia, cupa e avvolta da un clima freddo, si scalda. Tutti iniziano a sorridere, a scambiare due chiacchiere, a confrontarsi. Iniziano a conoscere le loro vite e a diventare persino amici.
Merito di un giovane controllore che odia l’indifferenza.
Lucia Tortorella
