Poco importa delle guerre, delle stragi, del mondo che sembra andar in fumo.
Una sola cosa interessa: Alfonso Signorini.
Fabrizio Corona, noto paparazzo, distrugge l’immagine dei maggiori esponenti della tv italiana, in cambio di hype, soldi, successo.
Chiara Ferragni, Raoul Bova, Signorini, sono solo tre delle vittime di Falsissimo.
Da un lato, il paparazzo può apparire paladino della giustizia, dall’altro, spietato sputasentenze. Ci si può chiedere se pensi o meno alla sofferenza che arreca ai vip che scredita. Minaccia, racconta la loro vita privata, demolisce il personaggio che ognuno di loro ha pian piano costruito. Distrugge la loro immagine pubblica.
Forse ha un seguito così numeroso proprio perché è l’unico a svelare la realtà, celata sotto il finto velo della perfezione. L’unico a evitare artefatte interviste stile Verissimo, dettate da pianti, pseudo-scene commoventi, baci e abbracci.
La gente chiede il sangue.
Lui esegue.
Signorini è l’ultimo ad essere stato brutalmente attaccato da Corona. Parrebbe aver chiesto favori sessuali a centinaia di giovani desiderosi di entrare nella casa del Grande Fratello.
L’ultima testimonianza? Quella di Antonio Medugno, giovane modello napoletano di ceto medio-basso. Intrappolato nel vizioso desiderio di fare successo, manipolato da Signorini, ha rischiato di essere violentato nella casa del direttore di Chi a Milano. Fuggito dalla situazione, è poi riuscito ad entrare solo tanti mesi dopo l’inizio del programma. Medugno sarebbe solo uno dei troppi.
Perché? Semplice: tutti i ragazzi, soprattutto se cresciuti nel mito della fama facile, vedono nell’occhio del Grande Fratello la chiave del successo. Terribile, però, come un uomo di sessant’anni abbia sfruttato la sua posizione, incatenato sogni dei giovani e rubato loro la dignità. Forse, allora, non è così sbagliato che il paparazzo stia facendo lo stesso con lui.
Corona espone fatti in modo perentorio, non pensa a emozioni, patimenti: parla e basta. Deride, schernisce, ammazza mentalmente i più famosi personaggi italiani.
Di tutto questo, tuttavia, la cosa più atroce è un’altra: non lo fa per giustizia, ma per soldi. Dunque, perché distruggere vite e interessarsi tanto agli altri solo per guadagno? Che fine ha fatto l’empatia? E’ probabile che questa non gli sia mai appartenuta, o meglio, che svanisca quando prevale il denaro. Un po’ come sosteneva Thomas Hobbes quando parlava della guerra di tutti contro tutti, dettata dal desiderio di autoconservazione e vantaggio personale, Fabrizio Corona sembra fare lo stesso. Non gli importa degli altri, solo del denaro. Forse il fine non è neppure quello di smascherarli, bensì di fare audience.
Frustrante comprendere quanto gran parte di ciò che appare in tv sia dunque una sorta di Truman Show: falso. Studiato per imbrogliare, plasmare, celare.
Architettato per alleggerire le vite di chi guarda e trasmettere infinito benessere e perfezione, falsi.
Una cosa bisogna però riconoscere: anche se in modo involontario, Corona distrugge l’ipocrisia in cui siamo immersi.
Lucia Tortorella
