Davide Borgione: l’umanità ha perso.

Tempo di lettura: 2 min

69788274a4634È la notte del 23 gennaio quando Davide Borgione muore lasciato a terra per strada. 

Ha diciannove anni. Finito il liceo, non vede l’ora di realizzare le sue grandi ambizioni. Forse, però, i piani del destino sono altri.

Trascorre la serata al Milk, una nota discoteca di Torino. Esce e si avvia verso casa in bici.

Pochi minuti dopo: la tragedia.

Davide cade, sbatte la testa contro l’asfalto e subisce un forte trauma cranico. Resta a terra per diverso tempo quando, finalmente, sopraggiunge una prima auto. Si può pensare che questo esatto istante coincida con l’imminente salvezza del giovane, ma l’auto gli passa sopra, tira dritto senza fermarsi e firma la sua condanna a  morte. Il conducente, ora indagato per omissione di soccorso, giura di non averlo visto e, anzi, di averlo “scambiato per un dosso”. 

Ma il fondo viene toccato poco dopo.

Davide, agonizzante, forse prega che qualcuno si accorga di lui. Si avvicinano due ragazzi sui vent’anni. Lo osservano, lo squadrano e gli aprono la giacca. Gli rubano il portafogli e scappano.

Quando altri passanti si accorgono del corpo in fin di vita finalmente chiamano i soccorsi: Davide viene portato di fretta al C.T.O, ma è ormai troppo tardi.

Questa non è solo una vicenda di cronaca, il solito incidente e, forse, neppure una tragedia. Questa storia è il risultato di una società talmente progredita da aver perso la propria umanità. Una società indifferente e apatica.

Il padre del ragazzo dice che i due ventenni non sono esseri umani. Ed è vero. L’essere umano non è un automa, l’essere umano ha dei sentimenti. E’ dotato di una determinante caratteristica che lo differenzia dai robot: l’empatia. 

Assurdo come due persone, peraltro giovani, siano riuscite a far prevalere l’incessante desiderio materialistico sulla vita di un loro simile.

Se si pensa che Davide sarebbe ancora in vita semplicemente con un po’ più di attenzione e umanità, la rabbia diventa difficile da placare. Comprendere il menefreghismo protagonista di tutta questa storia fa dubitare della stessa esistenza di Dio. 

Purtroppo, però, quella trattata è solo una delle tante storie in cui vince l’indifferenza, che ha del tutto schiacciato qualsiasi minima forma di amore verso il prossimo. 

Un’indifferenza rumorosa, fatale, capace di colpire quanto, se non molto di più, di  un gesto violento. 

Perché quando vince l’egoismo, perde l’umanità.

 

Lucia Tortorella

304530cookie-checkDavide Borgione: l’umanità ha perso.