Dalla scuola alla politica: una nostra prof in corsa per le Regionali

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L'intervista alla vicepreside

Le nostre inviate con la prof.ssa Coccolo

Venuta a conoscenza della candidatura della prof.ssa Coccolo in una delle liste che sostengono la Bresso alle prossime elezioni regionali, la Redazione ha deciso di intervistare la vicepreside. E non si pensi subito male, non vuole essere campagna elettorale; ma sapere di una nostra prof che si dà alla politica è un’occasione da non perdere per chi, come noi, ama il giornalismo e le “notizie scottanti”. Così, rinchiusi nel dipartimento di italiano …

 

« E’ la prima volta che partecipa all’attività politica? »

 

– « Si, è la prima volta. Quando ero giovane c’era comunque un forte movimento politico anche nelle scuole e mi è capitato di manifestare in alcune occasioni, ma non ho mai partecipato attivamente nella politica. Quando Andrea Bairati mi ha proposto di candidarmi ho deciso di accettare non solo perché è un mio amico ed un collega che stimo moltissimo, ma soprattutto perché mi interessavano i progetti riguardanti la scuola che presentava la lista. Non avevo mai pensato di entrare in politica, ma la prospettiva di lavorare per la scuola, che è ciò che so fare (sperando di essere all’altezza), mi ha coinvolto. Non mi sentirei preparata ad occuparmi d’altro, se non della scuola. Cercherò di affrontare la novità con entusiasmo ».

 

 – « Perché proprio con la Bresso? »

– « La Bresso mi piace come persona: la trovo incisiva e capace anche a livello pratico e apprezzo la sua laicità. Inoltre mi sono piaciuti i progetti che proponeva la lista. Se la proposta mi fosse arrivata dalla controparte non credo avrei potuto accettare per coerenza ideologica. Per esempio non condivido le iniziative prese per quanto riguarda gli stranieri a scuola, che stanno introducendo un linguaggio esclusione, non di inclusione. E’ normale che in un confronto tra culture differenti sorgano dei problemi, ma bisogna trasformare lo scontro in apprendimento, non creare ulteriori divisioni. L’Umberto I è una scuola che ha nel DNA il confronto e credo che questo sia un valore importante ».

 

 – « Una domanda che doveva arrivare: cosa ne pensa dell’ultima riforma della scuola? »

– « Credo che una riforma ci dovesse essere. Personalmente non mi sbilancio a dare un giudizio di qualità sulla riforma Gelmini perché manca ancora parte della documentazione al riguardo. Ho approvato la riduzione delle specializzazioni degli istituti, che avevano raggiunto un numero esagerato. Credo che questi cambiamenti siano un tentativo  brutale di ridurre i costi e che non saranno sufficienti a risolvere  i problemi della scuola. Certo se i soldi risparmiati venissero reinvestiti nell’istruzione stessa … ».

 

 – « Secondo lei le manifestazioni studentesche che si sono svolte a partire dall’autunno 2008 sono state il giusto strumento di dialogo? ».

– « Non ho approvato le forme di violenza che ci sono state. E’ stato comunque giusto portare il proprio punto di vista e le proprie percezioni in piazza, soprattutto perché alla fin fine sono gli studenti e i docenti a vivere la scuola in prima persona ».

 

– « Cosa crede si potrà concretamente fare per la scuola? »

 

– « Un altro dei motivi per cui ho accettato è quello dell’effettiva possibilità di realizzare i progetti; la Regione sta acquistando maggiore autonomia e competenze nel campo dell’istruzione, quindi si potrà agire direttamente e in maniera specifica. Inoltre, la lista di cui faccio parte è composta da professionisti che lavorano e vogliono mettere a disposizione la loro esperienza. Sicuramente per gestire la scuola ci vorranno risorse, ma è già in corso un dibattito per l’assegnazione di maggiori fondi alla Regione. Per ora stiamo realizzando dei Focus Group, delle riunioni in cui iniziamo a buttare giù le idee; ovviamente di sera perché tutti lavorano  ».

 

 – « Crede riuscirà a conciliare gli impegni scolastici con gli impegni politici ? »

– « E chi lo sa? Mi riesce difficile fare una previsione, per me è una situazione nuova. Quello che è sicuro è che non intendo sacrificare la scuola per la politica. Amo il mio lavoro, credo che insegnare offra un’occasione preziosa di confronto con le nuove generazioni, che altri lavori non danno. L’impegno non mancherà anche in questa nuova esperienza, ma sarà una bella sfida! »

 Federica Baradello, Eugenia Beccalli (3F)

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