COMTEC 2009 – Lietuva: diario di bordo

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L'arrivo

L'arrivo

 

08/12/09

 

Il vento soffiava gelido sui nostri visi e noi, avvolti nella densa coltre di nebbia avanzavamo nel buio. Le scure sagome degli alberi squarciavano la notte e il fango rallentava la nostra dura marcia verso l’ignoto. Il silenzio è spezzato dalla fatidica domanda del professore “ehm..dove siamo?” al che scopriamo di essere in un parco alla disperata ricerca  di un fantomatico castello, teoricamente a pochi passi da lì, ma che la guida proprio non trova.

Finalmente, dopo tante peripezie, siamo arrivate nella nostra calda, accogliente camera del Best Western di Kaunas. La Lietuva (Lituania), che abbiamo intravisto attraverso i finestrini di treni, bus e quant’altro, è un incontro tra la linearità e l’ordine dei paesi nordici e l’ambiente socio-culturale post-comunista.

Traspare la volontà dei Lituani di affermare la propria identità nazionale, ostinandosi a parlare solo la propria lingua: motivo, questo, di disagi di comunicazione che abbiamo riscontrato alla biglietteria della stazione ferroviaria di Vilnius nonostante fossimo muniti di interprete interna – Jacqueline –  che traduceva dall’italiano al  russo.

Il nostro primo impatto con la cucina lituana è avvenuta in una creperia, dove abbiamo assaggiato (e gustato!) i “blini”-tipiche crêpe dell’Est-.  Una volta giunti a Kaunas, abbiamo conosciuto Rima, la nostra guida dalla lunga e

con ... Rima

con ... Rima

 bionda treccia.

 

Annotazioni del giorno:

 

-complimenti alla linea ferroviaria lituana: ordinata, pulita e soprattutto in orario!

 

Delegazione italiana

Kaunas: l'incontro a scuola

09/12/09

 

Come al solito in ritardo, stamattina siamo state le ultime ad arrivare trafelate al meeting point, dove abbiamo incontrato uno dei simpatici professori portoghesi, Alfredo, che ha subito preso in simpatia noi italiani, soprattutto il prof. Pizzala, nonostante avesse in odio i fumatori.

Interessante è stato il fenomeno del pullman: mentre inglesi, lettoni, polacchi, estoni e lituani si sono accomodati in silenzio nei primi posti, accanto ai propri professori, le delegazioni “latine”, italiane e portoghesi, si sono scaraventati alla preziosa conquista dei mitici posti al fondo e, subito dopo aver fatto amicizia (in circa tre minuti e mezzo) si sono cimentati in tipici canti corali da pullman.

La scuola dove eravamo ospiti si è assicurata di farci partecipare a una lezione di importanza vitale sulla creazione manuale di decorazioni natalizie (stelline di legno e bamboline di cioccolato e nocciole).

Nel pomeriggio abbiamo avuto il piacere di visitare l’unico museo di diavoli al mondo e poi ci siamo diretti verso un grande centro commerciale, dove avremmo pattinato sul ghiaccio e, in seguito, cenato;  l’attività di oggi è stata un’ottima occasione per conoscerci ed entrare in confidenza con gli altri ragazzi; tra pattinate, relative cadute, aiuti da parte dei più bravi, canzoni di Natale e risate generali siamo riusciti a rompere definitivamente il ghiaccio!

 

Ghiaccio lituano

Ghiaccio lituano

Annotazioni del giorno:

 

– dopo due giorni passati con la costante presenza di un sacchetto del Pam con dieci pacchetti di gianduiotti da regalare a tutti, finalmente stasera ce ne siamo liberati per la gioia dei professori!

 

-In seguito alla dichiarazione della professoressa lettone “la matematica nelle ultime classi non serve a nulla”, proponiamo la sostituzione delle ore di matematica con quelle di “florist composition”, materia della scuola lituana che prevede collages e costruzioni manuali di oggetti inutili.

 

La delegazione italiana

La delegazione italiana

10/12/09

 

Essendo molto diligenti, abbiamo tentato di ripassare il nostro discorso durante la notte, motivo per cui siamo arrivate per l’ennesima volta in ritardo a colazione. La visita guidata della città di Kaunas è stata, più che altro, un percorso alla scoperta delle chiese (la religione cattolica è predominante in Lituania) e del centro storico. Una particolarità delle città lituane è la presenza di numerosissimi alberi di Natale di svariati tipi (alcuni decorati con cellofan, altri fatti di bottiglie di champagne, altri ancora di libri ecc..).

Dopo pranzo ci siamo recati a scuola per esporre le presentazioni, frutto del lavoro degli ultimi mesi, sull’immigrazione e l’emigrazione in e dall’Europa.

  

Al lavoro ...

Al lavoro ...

 

 

Oggi, giovedì, è stata l’ultima sera tutti insieme, così gli studenti lituani hanno preparato uno show completo di balli di gruppo,  performances vocali ( in Lituania il jazz va per la maggiore) e un’ esibizione di tecktonik, da parte di un fanciullo di nome Laurynas, l‘unico lituano con cui noi ospiti abbiamo legato. Il suo ballo è stato d’ispirazione per gli insegnanti che si sono uniti a noi dopo la riunione e vari brindisi. Scatenatissime le insegnanti inglesi che vantavano la propria nazionalità sventagliando una piccola union jack tra i seni e il prof  Pizzala, che ha dimostrato un’innata predisposizione per la disco music (nonché per i lenti).

 

Annotazioni del giorno:

 

-poverina (ma che scasso) la spagnola che ha fatto uno scivolone in mezzo alla pista finendo con le gambe all’aria (e la gonna pure).

 

 

Trakai medievale

Trakai medievale

11/12/09

 

Oggi è stata una giornata fredda, grigia, malinconica, eppure memorabile.

Tutti imbacuccati per ripararci dal gelo e dal timido fioccare della neve (che aspettavamo con ansia sin dal primo giorno) siamo saliti sul pullman diretti a Trakai, località famosa per il suo castello medievale. Sul nostro cammino abbiamo incontrato ponti, pontili e gradinate, tutti rigorosamente ghiacciati e ad alto rischio “scivolone”  ( infatti le cadute -più e meno clamorose- sono state numerose).

Nel pomeriggio ci siamo spostati a Vilnius, la capitale, per una fugace visita, prima della partenza del bus con i nostri nuovi amici (noi italiani saremmo rimasti una notte in città, prima del ritorno a Torino). Nonostante il nostro soggiorno sia stato di breve durata, l’atmosfera creatasi tra le varie delegazioni era diventata intensa e l’addio è stato triste. Tra abbracci di gruppo e scambi di indirizzi e numeri per tenersi in contatto, è trascorsa quasi un’ora. Dopodiché sono saliti tutti sul pullman e sono tornati all’albergo, lasciandoci con la promessa di sentirci e con la scia della loro costante presenza a cui ci eravamo ormai abituate.

Vilnius by night

Vilnius by night

Tra una cena in un ristorantino caratteristico scovato nel quartiere universitario di Vilnius e una birra in un pub del centro ( entrambi gentilmente offerti dai professori) abbiamo trascorso un’ultima sera tranquilla e piacevole. Domani vedremo con più calma la città, sperando nel bel tempo.

 

Annotazioni del giorno:

 

–          in portoghese “tenere il muso” si esprime con un modo di dire che letteralmente significa “avere la faccia da elefante”;

–          i Lituani sono talmente orgogliosi dei loro averi, da rallentare il pullman ed invitarci ad osservare, alla nostra destra, l’unico tunnel del Paese e, alla sinistra, una collina.

 

Alla scoperta di Vilnius

Alla scoperta di Vilnius

12/12/09

 

The very last day!

Stamattina, dopo un’abbondante colazione in hotel (in una sala da pranzo che ricordava  la casetta di Biancaneve!) abbiamo visitato Vilnius da autodidatti, scoprendo l’esistenza di molti siti tralasciati dalla guida il giorno precedente. Memorabile la nostra bizzarra idea di SCALARE  una ripidissima collina brulla per raggiungere la famosa torre medievale, da cui era visibile l’intera capitale; i professori hanno saggiamente optato per il sentierino lastricato.

All’interno della torre abbiamo visto un video sulla conquista dell’indipendenza della nazione, da cui traspariva l’unità, nella gioia, della popolazione lituana, sebbene frammentata in tutto il mondo; il video ci ha particolarmente colpite e commosse.

Il panorama dalla cima della torre era spettacolare: l’intrecciarsi dell’antico centro storico con i moderni grattacieli del quartiere finanziario e con i casermoni di retaggio comunista della periferia creava un legame tra il passato e il promettente futuro della nazione lituana.

Il Paese è rinomato per le vaste risorse minerarie di ambra; il commercio di questa pietra, infatti, si estende dalle boutique più chic alle bancarelle degli ambulanti, gettonatissime per la caccia ai souvenir (attività alla quale ci siamo dedicati nelle ultime ore prima del volo).

Tornando all’hotel a prendere i nostri bagagli, abbiamo avuto il piacere di passeggiare per le bancarelle di una fiera, sorseggiando caffè bollente in omaggio.

Proprio ora la terra lituana si fa sempre più piccola sotto i nostri occhi e le prime rade nuvole avvolgono i bei ricordi di questo viaggio che sta volgendo al termine da cui abbiamo appreso alcune fondamentali lezioni di vita:

 – è inutile fare le finte tonte e spacciarsi per maggiorenni, le donnone tabaccaie ti sbattono comunque lo sportello del Rkiosk sul naso ancor prima di chiederti i documenti. I tentativi di acquistare le sigarette sono stati vari e tutti falliti;

– Oh my God! Le inglesi sono estremamente snob fin da piccole e non si capisce ‘na mazza di quel che farfugliano;

– moffo in portoghese significa puzza, quindi non andate in giro a chiedere se qualcuno ha della puzza;

– per dire grazie in Lituania dite : “aciù!”;

-se bevi la vodka ti trasformi in un diavolo (credenza popolare);

– in Lituania le zanzare si ibernano davanti ai tuoi occhi a -6 °C.

 

 

Vilnius

Bye bye, Vilnius

Annotazioni del giorno:

 

–          la Lituania non è una famosa meta turistica; proprio per questo la nostra è stata una bella opportunità per scoprire un (altrimenti ignoto) angolo di mondo.

 

 

Carolina Tardito (4C), Jacqueline Mala (4D)

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