If I were in your shoes, I would…

Questo articolo è stato letto 253 volte!

Prospettive Matilde Chifan_2Stai avendo un mental breakdown. La persona che hai affianco ti incoraggia: “Non piangere, andrà tutto bene.” Quello che vorresti rispondere è: “Grazie, non avevo ancora pensato a smettere di piangere. Aspetta che prendo un fazzoletto e asciugo le lacrime. Tutto andrà meglio in un batter d’occhio.” Ovviamente ti devi trattenere, sarebbe troppo maleducato rispondere in tal modo.  

È ovvio che tutte le persone non siano uguali (e menomale), ma a volte vorremmo che avessero un carattere leggermente diverso, che semplicemente capissero al volo quello che proviamo. In tal caso si parla di empatia: essere in grado di entrare nei panni di un’altra persona e vedere con i suoi occhi. 

E se non ci riuscissimo?  

Di certo non bisogna arrendersi e dire parole probabilmente poco gradite e banali alla persona che stiamo cercando di consolare. Naturalmente non siamo tutti empatici e nemmeno si nasce già così, ma con il tempo si acquisisce sempre più esperienza. Lo scopo dell’empatia è proprio quello di avere occhi e cuore rivolti verso l’altro, senza secondi fini e facendo queste azioni solo per il bene che vogliamo al prossimo, indubbiamente essendo disposti a fare anche sacrifici.  

Nonostante ciò, siamo consapevoli del fatto che non tutti i problemi abbiano una soluzione – anche perché altrimenti il mondo sarebbe troppo facile da abitare – ma spesso la risposta alle nostre difficoltà sta nel semplice ascoltare. Sebbene possa sembrare un’azione banale, il più delle volte è quello che aiuta di più gli esseri umani: è un modo efficace per sfogarsi e togliersi di dosso tutti i dubbi, le ansie e le paure. 

Anche Umberto Galimberti, autore del libro Che Tempesta!, scrive: “E allora posso fare un altro passo, il più difficile: tentare di mettermi nei suoi panni, e così capire davvero come si sente. Se ci riesco, gli ho offerto l’aiuto più profondo che si possa dare a un altro essere umano.” 

Da quanto emerge, i benefici verso colui che cerchiamo di aiutare sono moltissimi, ma c’è qualcosa riservato anche a noi: conoscendo gli altri, conosciamo anche noi stessi, e cosa più bella non c’è!

Matilde Chifan

Questo articolo è stato letto 253 volte!