Cadere nel vuoto

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Cadere nel vuotoSiete mai caduti? Immagino di sì. Sarete tutti caduti parecchie volte nella vostra vita. “Sbattersi giù dal ventesimo piano di un grattacielo, o da un aeroplano che si guasta in volo”. Ma siete mai caduti … nel vuoto? Noi, classe 4B, ci abbiamo provato, e l’abbiamo fatto realizzando lo spettacolo che molti di voi hanno visto in data 10 dicembre 2010, “Cadere nel vuoto: la chiave per l’universo?”, basato sulla congettura di Poincaré. Grazie al regista Marco Alotto ci siamo totalmente catapultati in un altro mondo: quello del teatro, innanzitutto. Un mondo nuovo per quasi tutti noi. Già, eravamo tutti attori principianti. E lo siamo ancora, dopotutto. Fare teatro non è affatto facile. Ci sono voluti mesi e mesi di esercizi “pre-copione” perché fossimo pronti per metterci all’opera. Il nostro lavoro è infatti cominciato a maggio, in terza, quando eravamo colmi di verifiche e interrogazioni, ed il profumo dell’estate si avvicinava sempre più. Perciò non eravamo né concentrati, né molto entusiasti all’idea di sottoporci ad altro lavoro, anche perché non capivamo come camminare in modo lento e strano in un’aula, simulare cadute su cadute o leggere estratti di libri apparentemente presi a caso potesse essere utile nel fare uno spettacolo teatrale. Insomma, non ci capivamo niente. Ma a settembre, o forse anche più tardi, ci siamo resi conto che presto avremmo dovuto presentare uno spettacolo. E così abbiamo cominciato a prendere la cosa sul serio, e anche con un po’ più di entusiasmo. Naturalmente non è stato facile conciliare scuola e teatro, però man mano che andavamo avanti ci accorgevamo di quanto in realtà fosse bello e rilassante scendere ogni giovedì nei sotterranei, sfilarci le scarpe, salire su un telo bianco e recitare tutti insieme, calarci in parti a noi totalmente estranee, in un mondo quasi incomprensibile. Non starò a raccontarvi il riassuntino del nostro spettacolo, preferirei piuttosto chiarire alcune idee su uno dei temi principali che abbiamo affrontato attraverso il teatro: la topologia. Essa è una materia ed un concetto molto più semplice di quanto possa sembrare: non è altro che lo studio delle proprietà di figure e oggetti che rimangono immutati in seguito ad una deformazione continua, oggetti che non possono però essere tagliati, strappati o saldati. Per esempio, in topologia, un pallone da calcio e una palla da tennis sono la stessa cosa, poiché, attraverso una deformazione continua, possono trasformarsi entrambi nell’uno e nell’altro tipo. O ancora, per capirci meglio, nella topologia sono uguali persino una ciambella ed una tazza con il manico! Poincaré si è servito della topologia per studiare le proprietà e le caratteristiche della sfera e sostenne che l’universo avesse proprio la forma di una sfera, ma nella quarta dimensione: l’ipersfera. Cercare di spiegare cosa sia questa figura quadridimensionale sarebbe piuttosto inutile e azzardato, dato che anche per me e per noi, IVB, nonostante le ore passate sull’argomento, è ancora difficile comprenderlo del tutto, e ancora più difficile è cercare di farlo capire ad altri. Perciò spero vivamente che lo spettacolo vi sia piaciuto e soprattutto che abbia aperto la mente anche solo un po’ a tutti voi, che vi abbia permesso di mettere piede in un universo sconosciuto e di capire un po’ di più la possibile forma di ciò che ci circonda, perché è proprio a questo che è servito a noi tutto ciò.

Angela Vinci (4B)

 

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