Viaggio intorno all’Universo … con la 4B

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“Cadere nel vuoto: la chiave per l’Universo?”, questo è il titolo dello spettacolo che la classe IV B ha eseguito per alcune classi del Liceo Umberto I e che si è concluso con grande successo. Un trionfo inaspettato di applausi e congratulazione per noi attori, l’insegnante e il regista che hanno guidato la classe in questo percorso. Quando il regista ci ha proposto l’argomento  dello spettacolo la nostra reazione non è stata delle migliori: la congettura di Poincaré e la forma dell’Universo. Un argomento piuttosto strano e che praticamente nessuno, tolti gli insegnati di matematica, sarebbe riuscito a capire  fino in fondo, forse nemmeno noi che lo abbiamo rappresentato. Il percorso è stato duro: provare ogni settimana le parti, cercare di capire quello che si stava dicendo e raccontarlo agli altri con poesia e naturalezza, di sicuro non era una cosa semplice. Eravamo tutti molto spaventati perché nessuno aveva mai recitato seriamente, tolte le recite che si fanno all’asilo davanti ai genitori: pensare di dover esporsi ad un pubblico  di quattro classi alla volta e di dover ripetere lo spettacolo per tre o quattro volte ci faceva tremare un po’ tutti. Credo però che il periodo più critico siano state le ultime due  settimane. Pochi  giorni ci separavano dal grande debutto e noi eravamo ancora tutti in alto mare : c’erano ancora parti da assegnare, protagonisti che non avevano ancora imparato a memoria le loro battute, persone con mal di gola o senza voce, problemi tecnici e della scenografia da risolvere e soprattutto lo spettacolo non era mai stato eseguito tutto senza interruzioni. Eravamo nello scompiglio più totale, tutti frenetici e presi dall’ansia ,così in ogni momento libero ci radunavamo in classe per provare. E così tra prove e controprove è arrivato il grande giorno: non so descrivere come mi sentivo, avevo i crampi allo stomaco, un nodo in gola e mi tremavano le mani, ma penso che tutti alla fine fossero nella mia stessa situazione. Ed ecco nella  stanza buia dei sotterranei ,dove ebbe luogo la rappresentazione, accendersi tante piccoli luci, fluttuare nell’iperspazio tante figure bianche indistinte che intrattenevano il pubblico con formule e congetture matematiche fino ad arrivare ai versi  del Paradiso di Dante. Un gioco di frasi, suoni, colori , musiche angeliche facevano da sottofondo nel nostro viaggio tra le stelle e i pianeti tra personaggi come Colombo e Galileo. La nostra ricompensa per il faticoso lavoro sono stati gli applausi e le approvazioni di tutti. Mai più ci saremmo aspettati un trionfo del genere, mai più avremmo immaginato di poter essere così disinvolti e anche all’altezza davanti al pubblico. Eravamo tutti molto stupiti ma nello stesso tempo molto orgogliosi di noi stessi.

 

Martina Calvetti (4B)

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