Nei primi di maggio 2026 ho avuto l’opportunità di partecipare al Convegno ANIES, un convegno annuale che vede come protagonista il Liceo Classico Europeo. In effetti si tratta di un indirizzo molto particolare, ancora sperimentale – anche se in realtà è tale da oltre 25 anni – che nacque con l’obiettivo di fondere gli aspetti umanistici del Liceo Classico “tradizionale” con un’apertura verso le scienze e il quadro internazionale. Prevede dunque materie quali il diritto e l’economia e le lettere classiche (greco e latino come disciplina unica), nonché lo svolgimento di alcune discipline in lingua, con l’obiettivo di rendere possibili numerosi collegamenti interdisciplinari.
06/05 Una mia compagna ed io partiamo dunque alla volta di Prato, città toscana di piccole dimensioni e prettamente industriale, ma con un centro storico assai grazioso. Prima di partire chiediamo ai nostri compagni cosa vogliano sapere, oltre a quello che racconteremo loro al ritorno: da parte loro emergono dubbi sul completamento dei programmi negli altri istituti, su un’eventuale rimodulazione delle ore curricolari e sullo svolgimento delle lettere classiche. Personalmente parto con un’idea: trasformare quest’ultima materia, per rendere prioritaria l’analisi letteraria, se non addirittura eliminare la parte di traduzione, che a mio parere richiede competenze linguistiche che, avendo meno ore, non abbiamo il tempo di acquisire – il che ci impedisce di apprezzare ciò che facciamo. Dopo una sosta fuori programma nella stazione di Bologna e un breve giro a vedere l’orologio fisso all’ora dell’attentato del 1981, arriviamo a destinazione sani e salvi, giustamente stanchi e con un’oretta di ritardo. Tempo di farsi una doccia e sistemarsi; si scende a cena. Entriamo un po’ incerte in una grande sala, ci sediamo con i nostri accompagnatori – la prof.ssa Dudek e l’educatore Fittipaldi – ma subito arrivano altri ragazzi. Una professoressa di un altro istituto propone di far sedere tutti i “giovani” assieme. Prima figuraccia: scambio un professore di matematica di Roma per un alunno… Conosciamo così i nostri primi compagni di avventura: due ragazze di Catania, altre due provenienti da Palermo, una romana molto simpatica e i suoi tre compagni, leggermente più scostanti.
07/05 Siamo ora arrivate al Convitto Nazionale “Cicognini”, che ospita l’evento. Nella prima mattinata di lavoro hanno luogo i saluti istituzionali, vengono presentati i docenti che accompagneranno ogni gruppo di
lavoro e si stringono ulteriori amicizie. Si lavorerà sulla seconda prova dell’Esame di Maturità, sul Diritto e l’Economia, sul ruolo di docenti madrelingua ed educatori. L’intervento inaugurale del convegno ha subito messo in evidenza quanto il Liceo Classico Europeo rappresenti un’esperienza particolare e diversa rispetto agli altri indirizzi scolastici. Il rettore Claudio Naddeo, presidente dell’ANIES, ha presentato il convegno come un momento importante di riflessione sul valore di questo percorso e sul suo ruolo nel sistema educativo italiano, sottolineando però anche alcune difficoltà concrete, come il fatto che il LCE non sia ancora considerato un classico “da ordinamento” e il continuo superamento del tetto di spesa per i libri di testo. A questo proposito è stato interessante l’esempio portato dalla sua esperienza a Salerno, dove ai docenti viene data la possibilità di creare materiali e libri personalizzati tramite l’intelligenza artificiale. Gli interventi successivi dei docenti e dei membri del Convitto Nazionale “Cicognini” hanno ripercorso la nascita del LCE, pensato fin dagli anni Novanta come un indirizzo capace di unire la tradizione umanistica del classico con una dimensione europea e internazionale. È stato spiegato come il Documento Portolano definisca le caratteristiche principali del percorso: interdisciplinarità, studio comparato delle lingue classiche, attenzione alle lingue straniere, alle materie scientifiche, artistiche, economiche e giuridiche, oltre alla centralità dell’attività laboratoriale. Proprio su questo punto, però, molti professori hanno messo in rilievo alcune criticità, soprattutto la difficoltà di conciliare programmi molto vasti con attività pratiche e laboratoriali che spesso vengono sacrificate per mancanza di tempo. Secondo diversi docenti, il LCE non dovrebbe cercare di imitare il liceo classico tradizionale, ma valorizzare invece la propria specificità e il proprio approccio più aperto e moderno. Anche gli studenti del Convitto Nazionale “Cicognini” hanno condiviso riflessioni molto interessanti: da una parte la mancanza di continuità didattica e la sensazione di affrontare tanti argomenti senza poterli approfondire davvero, dall’altra il riconoscimento del valore di un percorso così vario e ricco. Sono state avanzate alcune proposte, come modificare la distribuzione delle ore nel biennio o valorizzare maggiormente le lingue classiche, ma è stato anche sottolineato che eliminare certe materie significherebbe perdere parte dell’identità dell’indirizzo. Molto apprezzata è stata invece la riforma oraria del 2021, che ha ridotto i rientri pomeridiani permettendo agli studenti di conciliare meglio scuola e attività personali. Una parte importante ha riguardato anche il ruolo educativo del Convitto: l’educatore non viene visto solo come figura di controllo, ma come qualcuno che accompagna i ragazzi nella crescita personale, li aiuta a costruire un metodo di studio e li sostiene nel percorso scolastico e umano. In questo senso sono state richiamate anche le nuove competenze considerate fondamentali oggi, come resilienza, autonomia, collaborazione e intelligenza emotiva. Molto significativo è stato poi l’intervento dedicato alla mobilità internazionale e al gemellaggio tra Prato e Wangen, presentato come un’esperienza capace non solo di migliorare le competenze linguistiche, ma soprattutto di aprire la mente e ampliare la visione del mondo degli studenti. Interessante anche l’idea che i ragazzi più grandi, dopo essere stati accompagnati all’estero, diventino a loro volta punti di riferimento per i più giovani. Il Convitto Nazionale “Pietro Colletta” di Avellino ha invece insistito sulla necessità di continuare ad aggiornare e valorizzare questo indirizzo affinché non perda forza nel tempo, ricordando l’importanza dei progetti, delle attività extracurricolari e del senso di solidarietà tra studenti. La mattinata si è conclusa con gli interventi dei rappresentanti della Consulta Regionale e del Parlamento Regionale degli Studenti, che hanno parlato dell’Unione Europea come di un ideale comune fondato su cultura, istruzione e giustizia sociale, sottolineando anche il desiderio degli studenti di partecipare concretamente alla vita pubblica attraverso proposte e iniziative per migliorare la scuola e la società.
Punto d’orgoglio del Cicognini: i suoi spazi. Dopo una pausa pranzo, complice il temporale che infuria all’esterno, visitiamo dunque questa struttura colma di storia. Scopriamo che qui hanno studiato Curzio Malaparte, Bettino Ricasoli, Gaetano Bresci, Roberto Benigni, Gabriele D’Annunzio – che ha anche lasciato una sua incisione nell’ex-cappella dell’istituto – Yuri Chechi e molti altri “grandi nomi”. Visitiamo un refettorio degno del castello di Hogwarts, dove gli studenti di quinta sono soliti ritrovarsi negli ultimi giorni di scuola per una loro versione del Ballo delle debuttanti. Arriviamo nella sala riccamente decorata in cui siamo stati accolti, che scopriamo essere il teatro, di cui torneremo a parlare più avanti. Sembra essere spuntato un raggio di sole, iniziamo a seguire le nostre guide per la città e siamo divertiti dai primi racconti – la storia della Sacra Cintola, reliquia storicamente oggetto di contesa tra pratesi e pistoiesi. Un tuono, un lampo. Inizia a diluviare, con il sole, dal nulla. Noi ci rifugiamo in una chiesa, peraltro bellissima, finché, in corrispondenza dell’inizio della messa, non torna il sole. Un miracolo? Chissà. Usciamo, saliamo una chiocciola di scale – ancor più ripide della rampa per il terzo piano della nostra sede in via Bligny – e arriviamo in cima alle torri del castello svevo della città: una vista incredibile. Qualche chiesa dopo accompagniamo un gruppo in gelateria, facciamo amicizia con dei ragazzi di Udine, poi torniamo in albergo e, rifocillate e tristemente stracciate a carte dagli altri, dormiamo del sonno “de’ giusti”.
08/05 L’indomani ci si dedica al lavoro vero e proprio: io partecipo al gruppo che si interroga sull’utilità e il funzionamento dell’Esame di Maturità attuale. Ci presentiamo, iniziamo un brainstorming sull’argomento, facciamo una meritata pausa caffè. Individuiamo il problema principale: il nostro non è un liceo d’ordinamento, dunque non ha programmi specifici, né indicazioni chiare da seguire nell’Esame – se non il documento del 15 maggio – né docenti formati specificatamente. Creiamo dunque una presentazione interattiva con Genially, nella quale ci concentriamo su sei aspetti del nostro indirizzo e della seconda prova d’esame. Il Liceo Classico Europeo presenta oggi diverse criticità che richiedono interventi chiari e strutturali. Nonostante sia un indirizzo sperimentale attivo da oltre venticinque anni,
- manca ancora una formazione specifica per i professori ○ questo non dipende dai docenti stessi, che spesso iniziano il percorso all’Europeo con impegno e disponibilità, ma dal fatto che si trovano senza indicazioni precise sui programmi e sugli obiettivi dell’indirizzo.
Si aggiungono
- una gestione delle ore spesso penalizzante,
- prove formulate in modo poco coerente negli anni,
- una scarsa valorizzazione della terza lingua per i non-Esabac,
- l’assenza di criteri definiti per la traduzione nella seconda prova.
Per questo sarebbe necessario il passaggio definitivo a liceo da ordinamento,
- con programmi chiari soprattutto per lettere classiche,
- una redistribuzione delle ore che permetta di completare i percorsi, ● libri di testo realmente conformi all’indirizzo.
Sarebbe inoltre importante
- standardizzare la struttura della seconda prova,
- semplificare le versioni rendendole coerenti con il lavoro svolto durante l’anno, aumentare le note esplicative,
- valorizzare maggiormente la riflessione letteraria e interdisciplinare rispetto alla sola traduzione
- adeguare la commissione d’esame alle specificità dell’Europeo,
- chiarire le modalità dell’orale per le materie veicolari. Infine, sarebbe utile
- incentivare certificazioni linguistiche e scientifiche realmente spendibili per l’università,
- offrire una preparazione adeguata anche attraverso una formazione specifica dei docenti, eventualmente curata da studenti o figure con esperienza diretta nell’indirizzo.
Nel pomeriggio visitiamo il Museo del Tessuto, testimone della lunga tradizione tessile della città, ma al tempo stesso modernissimo. Realizziamo delle magliette personalizzate – forse dovremmo introdurre un corso di
disegno nel nostro indirizzo: ne abbiamo decisamente bisogno. Scopriamo che al giorno d’oggi non si uccidono più i bachi per produrre la seta, né si usa la cocciniglia per dare all’Aperol il suo colore arancione, che nel nome del bikini si nasconde una metafora piuttosto sessista e grottesca, ma anche che nel ventennio si sviluppo’ un filato “italianissimo” dalla caseina – che però odorava di formaggio se bagnato – o che in passato, ma anche al giorno d’oggi in Spagna – si vestivano, acconciavano e truccavano le statue delle Madonne. Un breve giro nella biblioteca della città ed eccoci a spasso per le vie, ancora a scherzare sui vari aneddoti che ci sono stati raccontati. Ci riposiamo un attimo, torniamo al Cicognini. Dopo una cena a buffet e un po’ di chiacchiere con gli altri ragazzi nel bellissimo cortile della scuola, torniamo in teatro: una compagnia esterna rappresenterà Dido et Aeneas, opera lirica cinquecentesca in inglese. Aiutandoci col testo, ci lasciamo trasportare dalla musica – anche se qualche palpebra attorno a noi comincia a cadere.
09/05 L’ultimo risveglio pratese avviene un po’ più tardi, ma permette di avere discussioni molto interessanti con una brillante professoressa catanese, l’unica persona per ora concorde con le mie opinioni sulle lettere classiche, ma che mi ha anche dato consigli molto utili per quella che al momento vedo come la mia carriera futura. Arrivati al Convitto, iniziano le relazioni finali di ogni gruppo.
Per quanto riguarda l’Esame di Maturità, i docenti hanno messo in evidenza il problema della presenza, nelle versioni, di autori spesso non affrontati durante il percorso scolastico, proponendo quindi un format più chiaro e coerente:
○ un brano breve di ambito storiografico
○ con pre e post testo in traduzione,
○ possibilità di scelta della lingua,
○ un questionario diviso tra analisi linguistico-lessicali,
○ breve commento interdisciplinare a partire da un documento.
Noi, presentando il Genially elaborato il giorno precedente, abbiamo
- ribadito la necessità del passaggio a liceo d’ordinamento, oggetto di sollecito anche dall’ANIES e dai Rettorati dei Convitti,
- proponendo inoltre traduzioni contrastive in più lingue,
- una maggiore valorizzazione della terza lingua per i non-Esabac,
- il rispetto rigoroso del documento del 15 maggio da parte della commissione.
È stato anche osservato come l’inserimento di spunti iconografici nella seconda prova rischi talvolta di limitare la creatività e produrre riflessioni ripetitive. Un altro tema centrale è stato il ruolo dei docenti madrelingua: l’intelligenza artificiale rappresenta una sfida significativa, ○ sia per la difficoltà nel riconoscere lavori non autentici, sia per il rischio di rimanere indietro rispetto alle nuove tecnologie; per questo è stata sottolineata la necessità di aggiornare strumenti e metodi didattici, incentivare attività laboratoriali, sviluppare una didattica più naturale e vicina alla realtà, come dimostrato dal progetto “Radio Deutsch” ○ e dalle collaborazioni con studenti Erasmus.
Anche il gruppo dedicato al Diritto nell’Unione Europea ha messo in evidenza il valore dell’Europeo come percorso umanistico, scientifico e civico insieme, ma anche alcune criticità:
- la difficoltà dell’insegnamento veicolare in inglese,
- la scarsa interdisciplinarietà,
- un approccio troppo nozionistico,
- la distanza dalla pratica,
- la limitata partecipazione democratica degli studenti alla vita scolastica.
Tra le proposte emerse figurano:
- collegamenti con il diritto romano,
- percorsi interdisciplinari condivisi,
- una maggiore gradualità linguistica,
- l’adozione di modelli come MEP e CLIL,
- laboratori di cittadinanza,
- un potenziamento dello studio delle istituzioni europee.
Il gruppo ha infine presentato la web-app “Ius Classico” (→ Web-App “Ius Classico”), pensata per rendere più accessibili i fondamenti del diritto e dell’UE. Infine, riflettendo sul ruolo degli educatori, è emersa la loro
importanza come punto di riferimento per gli studenti, ma anche la necessità di maggior coordinamento con le attività scolastiche, protocolli uniformi tra i Convitti e una revisione dell’organico, oggi penalizzato da blocchi concorsuali, difficoltà nel reperire supplenti, scarsa tutela della continuità educativa.
Si conclude così la nostra esperienza a Prato: scambiati alcuni contatti e con la speranza di ritrovarci nuovamente l’anno prossimo, e, dopo gli ultimi saluti, ognuno si avvia verso casa. Chiudiamo questi giorni arricchiti dal confronto con altri ragazzi della nostra età, avendo messo a confronto le nostre esperienze scolastiche e non, riflettuto assieme e lavorato in modo propositivo per un futuro che ci rappresenti. Anche il confronto con gli adulti ha dato vita a conversazioni assai intriganti e aiutato a capire che molte delle difficoltà che percepiamo non sono isolate, bensì preoccupazioni condivise che si cerca costantemente di risolvere. Più ancora che un viaggio divertente, come potrebbe essere una gita, troviamo questo percorso interessante e stimolante: per una volta ci siamo trovati a lavorare con persone motivate, svolgendo in una mattinata un “compito” che altrove richiederebbe qualche settimana, del quale non vivremo le conseguenze, ma che ci auguriamo non sarà oggetto di lamentele da parte delle prossime classi – non troppo, perlomeno!
Stella Camilla Brao
