Uno dei fenomeni più comuni ai giorni nostri? Quello delle bambine adulte.
Quando si scorrono video online, si notano subito mille fanciulle truccate.
Accessoriate con mille gioielli diversi, seguono modelli proposti da influencer.
Il motivo? Essere accettate, incluse, perfette. I genitori danno loro il telefono a un’età ancora molto precoce. Al posto di gestire le figlie, optano per una soluzione facile e comoda. E così, silenziose, le creature passano ore al telefono senza disturbare la famiglia. Rinchiudono l’esistenza in uno schermo, plasmando un futuro manipolato.
Osservano modelli di vita impeccabili. Ragazze adulte che registrano contenuti in cui spiegano passo passo come splendere e avere una vita senza difetti.
Come fosse davvero uno scopo realizzabile. In realtà, solo favole.
Certo, se questi video venissero visti esclusivamente da un pubblico maturo non ci sarebbe problema.
Ma cosa accade quando le bambine iniziano a credere che quella sia la vita reale?
Cosa succede quando iniziano a pensare che la vita non è bella se non circondata da ricchezza, splendore e infinito benessere?
Cercano in tutti i modi di seguire e raggiungere gli standard imposti. Forse ci riescono: la loro vita inizia ad apparire perfetta e, poi, tutto inizia ad essere in bilico. Tornano momenti di sofferenza, perdono il controllo, impazziscono.
E, solo a quel punto, comprendono che era tutta un’enorme bugia.
Quanta frustrazione e malessere cresce in loro. Aspettavano la felicità della “vita perfetta”, ma se non può essere tale? Quando saranno felici? Forse la felicità non arriverà tra uno o mille “quando” , forse è già presente, ma si è troppo concentrati a pensare al futuro.
Fare sempre tutto perché si deve e avere nella propria mente “tutto in ordine” rende robot, non persone. Nessuno è realmente impeccabile e nessuno è nato tale. La perfezione annulla l’emozione e l’autenticità per far vincere la frustrazione di standard mai soddisfatti.
Ci si può immaginare piccole bambine davanti a uno specchio. Aprono il telefono. Seguono tutorial di come realizzare trucchi magnifici. I genitori, ignari, credono sia tutto un gioco, una banalità. Eppure, dietro quello specchio, dietro i volti di quelle fanciulle, si nasconde la perdita dell’infanzia, la nascita di pseudo-adulte frustrate.
E così continuano in loop a sopportare il peso di obiettivi irraggiungibili. Crescono in fretta. Emulano ragazze più grandi nel modo di vestirsi, di truccarsi, di comportarsi.
Considerano imbarazzante portare vestiti colorati, bizzarri, semplicemente da bambine.
Pensano che sia sciocco giocare con le bambole; disegnare con le amiche; essere creative. Eliminano ogni forma di divertimento per convertirsi all’omologazione precoce e insignificante. Tanto che una bambina di dodici anni appare più grande di una di diciotto. Seguono modelli di giornata impostati. Diventano artefatte e schifano l’originalità.
Stanno al passo. Sono avanti.
D’altronde, quando si corre, la felicità arriva prima.
Forse.
Lucia Tortorella
