Caro Nessuno

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uno-nessuno-centomilaCaro Nessuno,

vivi in un’epoca in cui a vincere è quasi sempre l’apparenza.

Un’epoca in cui se rispondi tardi ai messaggi sei figo, se hai tanti follower sei famoso, se vesti firmato, un signore, se invece vesti usato, un poveraccio. 

Questo è ciò che pensa la stragrande maggioranza della nostra società.

Non importa chi sei, ma ciò che appari.

Non sei una persona, ma un personaggio che cambia maschera ogni volta che varia palcoscenico e, quando rimani solo, con te non resta  che un immenso vuoto.

Paradossale usare l’ossimoro. Immenso è la sostanza; vuoto è il nulla. Sei mille personaggi confusi nel nulla e niente di più.

Vivi incatenato da convenzioni costruite su secoli e secoli d’ ignoranza, essere autentico ti è impossibile. Non è allora forse meglio che tu rimanga solo, ma libero? Senza essere intrappolato in un mondo in cui nulla è ammesso, perché imbarazzante o fuori dal normale?

Cosa decreta ciò che è normale e ciò che non lo è? 

Tutti giudicano senza sapere le ferite che nascondi e sempre gli stessi tornano a casa rifugiandosi nel dolore dei pensieri legati a ciò che gli altri pensano di loro. Tutti pensano a loro stessi; Tutti pensano a te; Tutti sono Nessuno.

Sembrare ricchi è l’unico obiettivo che accomuna la massa. Solo se sei bello e “firmato” piaci, altrimenti, nessuno ti considera. 

Fa sorridere che, coscienti o meno, si patisca questa realtà, ma si sia talmente tanto ipocriti da nasconderlo, da continuare a non poter fare a meno delle maschere, per non restare schiacciati dal nulla. 

La vita è come il fiume di cui parlava Eraclìto: un costante divenire dal quale sottrarsi significa paradossalmente darsi una forma e morire. Chi esce dalle convenzioni, pertanto, appare come un folle ai normali. Ma siamo sicuri che restare nel fiume non faccia annegare?

D’Annunzio scriveva che “il rimpianto è il vano pascolo d’uno spirito disoccupato”.

Eppure, si invecchia pieni di rimpianti.

Nel futuro rappresentato da Black Mirror, nota serie Netflix, tutti i cittadini vengono recensiti dagli altri tramite un’applicazione e solo chi ha cinque stelle è degno di nota e rispetto.

Tutti ipocriti attori (che poi, ipocriti e attori sono due perfetti sinonimi), che puntano a emergere nella società, fingendo. Dei gran perbenisti a riprova del fatto che l’uomo, apparente animale sociale,  se non finge non sa stare realmente con gli altri.

I protagonisti dei romanzi di Balzac spiegano invece che, per parvenir nella società, è necessario essere ipocriti, esaltando l’ipocrisia come strumento di affermazione. 

Nessuno, 

vivi con il terrore di non piacere e con il desiderio di essere sempre adorato dal prossimo. Sei un mero opportunista ingabbiato in una società che a nessuno appartiene.

Una cosa è certa: basarsi sulle apparenze è il più stupido dei comportamenti che si possa assumere. Non siamo capaci di vedere l’essenziale, ma solo di percepire il velo che nasconde gli individui e che, una volta strappato, rivela il nulla. 

Lucia Tortorella 

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