Nuvola vagabonda per aria, attraversa cieli, mari, mondi.
A volte è cupa, altre rosea, altre ancora bianco latte.
Ogni tanto diventa nera, spaventosa, nasconde il resto dell’infinito.
Continua sempre a fare il suo cammino.
Gli umani spesso la osservano. Si interrogano. Minuscoli, impotenti.
Pareidolici, plasmano forme, immagini, figure.
Trovano in Nuvola volti familiari, angeli.
Si sorprendono di come segni il confine tra finito e infinito, terreno e divino.
Divide il banale mondo umano dalla stravagante immensità celeste.
Nuvola è pura, ma capace di trasformare le sorti di una giornata.
Leggera, può generare tuoni, diluvi, naufragi.
Un po’ come un uomo che, all’improvviso, viene inglobato da potenti energie emotive. Tristezza. Rabbia. Terrore.
Immensa oscurità che appare non aver fine. Quando, d’un tratto, ricompaiono chiarori, luccichii, bagliori.
Nuvola cela Luna, lascia intravedere solo tratti di cielo. Qualche centimetro, nulla di più.
Nasconde il ceruleo colore dell’infinito.
Non differisce tanto dall’uomo. Anche lui, quando si palesa, nasconde gran parte di sè. Indossa maschere di sfumature diverse in base a giorno, contesto, persone. Poi, fugge e di lui non resta che una scia. A volte splende col suo bagliore. Altre, tuona di emozioni. A volte resiste. Altre, si lascia andare.
Nuvola si spezza. Si disgrega. Si ricompone.
Accetta il perpetuo mutamento. Le tempeste. I turbamenti.
E proprio come nuvola, l’uomo potrebbe proseguire il suo cammino intralciato.
Lucia Tortorella
