Viva Torino capitale! Questa volta non d’Italia…

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Immagine Articolo Torino capitale dello spazioNoi, cittadini del celebre capoluogo piemontese — culla dello Stato unitario, dell’impresa automobilistica e del cinema italiano — non potremmo essere più orgogliosi della nostra città. Da meno di un mese infatti Torino è tornata a essere ciò per cui in fondo era destinata fin dall’inizio: una capitale. Non d’Italia, ma dello spazio.

Il 27 gennaio, l’American Institute of Aeronautics and Astronautics (AIAA) ha indetto al Palazzo Asinari di San Marzano — struttura di Space Industries, azienda italiana di satelliti — una riunione internazionale per designare Torino come primo ufficio dell’associazione al di fuori degli Stati Uniti, dedicato ai progetti nell’area Europa-Africa-Emirati Arabi (EMEA).

L’intento di questa assemblea, come ha affermato il CEO dell’AIAA Clay-Mowry era di “costruire connessioni più profonde all’interno della comunità aerospaziale globale” e “sottolineare il valore del dialogo transatlantico e della condivisione delle competenze tecniche.” 

Sapere che l’Italia sarà un punto di riferimento europeo in ambito aerospaziale non riempie di orgoglio solo gli astrofisici. E’ un’occasione per tutto il Paese sia per la nostra crescita tecnologica sia per diventare un vero e proprio faro che permette di vedere anche senza rivolgersi oltre oceano. 

Proprio per questo, Giuseppe Santangelo, CEO di Space Industries, ha rimarcato che la loro  “ambizione va oltre la produzione seriale di satelliti”; infatti anche se sono stati stretti dei legami commerciali che ruotano intorno alle medesime sonde, il vero obiettivo è “contribuire a un ecosistema spaziale commerciale connesso, collaborativo e industrialmente maturo”, che poggia le sue fondamenta “su un principio di forte collaborazione, apertura e orizzontalità con gli altri player industriali.” Infatti, tra i principali player del “neo-ecosistema spaziale” che si è sviluppato attorno a Torino, figurano grandi aziende come Thales Alenia Space (di cui Space Industries è filiale) e un numero crescente di startup determinate ad affermarsi nel settore. 

Eppure l’Italia non sembra averne inteso l’importanza e lo dimostra la non raggiunta viralità della notizia. Neanche i giornali, che di fatto hanno relegato il fatto a semplici trafiletti, si sono particolarmente impegnati a divulgare l’informazione. Il che non fa giustizia all’opportunità che abbiamo: solo come premessa iniziale, si contano decine di milioni di euro destinati alle infrastrutture, a miglioramenti e potenziamenti di Torino riguardanti attrazioni e ricerca, fino ad arrivare ad un investimento complessivo stimato in una cifra che supera i 100 milioni di euro. Per cui, mentre l’impatto economico totale rimane ancora una congettura, gli obiettivi stabiliti sono una realtà inconfutabile e molto vantaggiosa per l’Italia: si punta ad aumentare il peso dell’aerospazio nel PIL, ad attrarre nuove aziende con ricadute occupazionali che andranno a dare un’ulteriore spinta all’aumento dei  posti di lavoro nel settore aerospaziale piemontese che conta già 35000 lavoratori.

Giorgia Uccelli

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